con italiani scelti al primo giro del draft NBA. di cui 2 nella green room, lounge esclusivo riservato ai 16 migliori prospetti. poi c'è anche la dura legge del parquet. ma freguntubo, son sempre soddisfazioni.
e a proposito di green room, cosa ci fa lì dentro anderson varejao?
e totti? ah, no, scusate, si tratta di Brook Lopez.
ma Kevin love è il nuovo Jeff Ruland o il nuovo Jiri Zidek?
con quella mise lì, siamo sicuri che a OJ Mayo non schiaffino in mano una biro e una calcolatrice e lo sbattano nell'ufficio contabilità di una piccola/media impresa?
Jay Bilas mi è sempre stato sulle balle. uno che esce da Duke non può essere altrimenti. mi stava lì anche quando giocava a Verona, per il resto squadra che ogni anno proponeva idoli di primissima.
Chicago ha già vuotato il sacco, confessando che sceglierà Derrick Rose. che sia chiaro, di Rose c'è solo Jalen.
se Danilo va a New York, prevedibile una rivolta in loco dei fans, più propensi ai tipi alla Michael Beasley, che strapperanno il pannolenci dai seggiolini
per Danilo tifo New Jersey, sull'altra riva del fiume con conseguenti toni meno marcati
Mark Jackson sembra sempre forte anche con le maniglie dell'amore e in giacca e cravatta. se fossi nell'Armani ci farei un pensierino per sostituire, se non affiancare Melvin Booker
lo stacchetto pianistico che riempe gli intervalli della diretta è roba da avventarsi sulla tele con un bulldozer
Jay Bilas, bontà sua, dà Danilo come 12mo "best available player". pensavo peggio, lui in fondo è il capoclaque dei fans di NY
tenete presente che tv e computer sono in due stanze diverse, perciò per poter scrivere queste 4 puttanate mi tocca la spola sudaticcia che mi farà perdere quel centinaio di migliaia di chicche inenarrabili
finalmente è arrivato il maestro di cerimonie David Stern, con l'usuale sottofondo di insulti booeggiati, maniera molto new yorker di dare il benvenuto alla kermesse annuale.
Rose come Bargnani due anni fa: cerca di darsi un tono anche se sa già che verrà chiamato per primo. a pensarci, più che il Mago, mi viene il Magone. ditemi voi se questo non è un calembour di livello, roba che se la becca Frankeeno, me la fotte in un millesimo di secondo
eccolo qua. Rose numero 1. negli ailaits mostrata anche una stoppata a uno che sarà forte più o meno come Jacopo Giachetti. ma cercate di smetterla.
intervista alla mamma, solite banalità. per una volta, provate a chiedere: "signora, com'è avere un discendente strettissimo con 10 milioncini in banca? ha già visto colazione da tiffany per tenersi in allenamento?"
numero 2 scontato, Michael Beasley, che ha l'occhio mooolto più a mezz'asta di Belinelli
intervista a John Paxson, che ha scelto Rose, riassumibile così: "più che Gordon, è Hinrich ad aver strarotto il cazzo"
numero 3 OJ Mayo. un vecchio. prima azione degli ailaits: passi sull'arresto. cominciamo bene.
a parte il fatto che Mayo mi sta sui coglioni perché ha rotto la mandibola a Danielino Hackett, intervista a Pat Riley, che ha condotto Miami alla seconda chiamata. con un giro di parole ha sostanzialmente detto che "non sapevamo chi minchia scegliere e alla fine abbiam preso Michael Beasley"
Seattle alla 4 chiama Russell Westbrook, difensore dell'anno della Pac-10 e titolare di un career high della bellezza di 22 punti. Kevin Durant, presente in sala, applaude con trasporto: "bene così, uno che difende anche per me e mi molla una barca di palloni, così posso fare 37 con 16-43 ed entrare nel mito"
scherzi a parte, Kevin Durant è un giocatore favoloso
per l'amico Neeskens, che stasera ha accompagnato mirabilmente come suo solito le minc... pardon, furie rosse alla Grande Finale: ma lo sapevi che il doppiatore del Signor French di 3 nipoti e un maggiordomo è lo stesso della Linea di Cavandoli?
Memphis sceglie Kevin Love alla 5. il ragazzo è appena stato abbracciato da un baffutone una spanna più alto di lui. gradino malandrino o un Gheorghe Muresan con più pelame?
sale la tensione, perché secondo alcuni potrebbe anche essere arrivato il momento di Danilo
ah, ecco, il baffutone è il papà di Kevin, ex-Laker. intervistato da un donnino il cui tratto ricorda vagamente un incrocio tra Madonna e Kylie Minogue
eccolo qua, porca di quella zoccola.
avrete senz'altro apprezzato il genuino entusiasmo con il quale il pubblico niuiorchese ha accolto la notizia del Danilo a NY con la 6. meno male che il paisà Fran Fraschilla ha riassunto bene il momento: "cazzo boooeggiate stronzi. questo qua è forte"
Jeff Van Gundy su Danilo: "I don't know much about this player". ma guarda un po'...
neanche Mark Jackson sembra dimostrare tutta sta presenza...
mentre Jay Bilas ne tesse, a suo modo, molto a suo modo, una quantità sufficiente di lodi. a dimostrare che Danilo "is for real"
detto che la 6 rimane comunque una figata pazzesca, questa spola mi sta distruggendo. e poi, chi se ne frega di chi sceglieranno i Bucks e i Clippers. Danilo è andato, viva Danilo. un abbraccio e un in bocca al lupo a lui. vado in branda, buonanotte
perché era giusto lasciare in evidenza il grande pbp di ieri sera.
ma la faccenda si sta facendo troppo spessa.
i Raptors parrebbero aver preso Jermaine O'Neal.
se la circostanza viene confermata, è il momento di piantarla con le chiacchiere, le congetture, le illazioni, i pissipissibaobao, perché i casi sono solo e necessariamente due:
- o siamo in presenza dei classici americani pieni di soldi che ci giocano a Monopoli (o a Crack, il suo negativo), e allora sarà il caso che qualcuno glieli levi dalle grinfie e li spedisca a fare un concorso per netturbini a forconate nelle chiappe.
- o il Bargnani è incommensurabilmente più cialtrone di quanto non sembri, confermando che le apparentemente trascurabili (e trascurate da noi tifosi accecati dai raggi splendenti del sogno americano) avvisaglie pre trasvolata dell'oceano, erano sintomi di qualcosa di serio (non solo roba tecnica, ma anche, per esempio, le difficoltà con l'inglese dopo un anno con allenatore statunitense e scout NBA in ogni anfratto).
- tertium, naturalmente, niente
- Danilo Gallinari
- Fatih Terim
- la Bundesliga non esiste
- Arshavin è dio e Zhirkov il suo profeta
In attesa degli (come al solito) stupendi interventi giornalieri del Duo Johan Neeskens/Antonio Cassano, riempiamo il vuoto lasciato dal probabilmente troppo penalizzante rovescio degli Azzurri di ieri con quattro facezie della consistenza del parquet.
- ma a che titolo Jon Stefansson gode di considerazione smisurata presso l'opinione pubblica?
- una volta stabilito che suoi playoffs non si possono, neanche sfidando il ridicolo, considerare "insoddisfacenti" o "insufficienti", di preciso come sta giocando Pau Gasol?
- visto lo spettacolo offerto dai playoffs in giro per l'Europa, possiamo cortesemente chiedere ai brontoloni di piantarla una buona volta con la tiritera su quanto vomitevole sia il livello del nostro campionato, e accettare serenamente il fatto che ogni Paese ha il suo "stile di gioco", con tutto ciò che ne consegue a livello di commento?
- e già che siamo in vena di confidenze, basta con la santificazione del giocatore che sta in campo nonostante un infortunio per il quale necessiterebbe di un intervento urgente a cuore, ginocchio e caviglia aperti, che Enrico Toti, Pietro Micca e il marito di Wanna Marchi (trova l'eroe più leggendario) sono dei dilettanti? se uno è lì in piedi e riesce addirittura a correre e saltare, vuol dire che un minimo ce la fa, perdio!
- se i tuoi avversari hanno segnato 14 punti in 16 minuti di primo tempo (mentre tu sei già a 34), non significa necessariamente che, vista la giornata storta, sia giusto considerare una parametrazione di 35 totali al quarantesimo. perciò, in sostanza, basta segnare ancora un paio di canestri per issarsi alla quota-sicurezza di 38 e poi vivere di rendita. può essere, più banalmente, che a quel momento gli altri non l'hanno messa mai e poi mai e se dovessero per sbaglio iniziare a imbucarne un paio dalla lunga...
Roma vattene.
- ma se un essere umano può descrivere la parabola intellettuale/morale/psicologic/iatrica di Giovanni Lindo Ferretti, sarò da mettere in croce se un giorno mi capiterà di avventarmi su queste righe con "Navarro è un dio e Grimau il suo profeta?". oppure sarà semplicemente il caso di prenotare un posto all'Istituto?
- e comunque, a margine, al di là delle interpretazioni regolamentari, leggendaria la reazione degli Arancini in campo dopo il primo gol di ieri. Ruud corre a festeggiare, ma si gira verso il guardalinee "oooh, possibile che non fossi in fuorigioco?". alcuni compagni lo raggiungono, tutti con il busto torto verso qualche direttore di gara "sicuri sicuri che il Ruud non fosse in fuorigioco?". passa qualche secondo e l'accrocchio cresce a dismisura, con tutta la squadra radunata nell'abbraccio fraterno con il crapino rivolto verso fischietti e bandierine "naaah, dai, ditecelo che era fuorigioco, non è bello illuderci così. e il contraccolpo psicologico? dài, vuotate il sacco"...
- Ha vinto la squadra migliore, più pronta e meritevole di avanzare. Complimentoni a Milano, non era così facile riprendersi a pieno regime dopo la tutto sommato inopinata sconfitta di gara4. Scarto medio nelle 3 vittorie polentone: 21punti; nelle 2 vittorie sutorine 3,5. Ecco.
- Lu Monte: cosa vuoi dirgli se non "grazie"? Non si è limitato ad esaltare i suoi sostenitori, ma ha regalato agli appassionati una bella storia di sport e una manciata di godibilissime partite in diretta tv. Purtroppo, per il lieto fine fatto di trionfi da Eurolega, è mancato quel piccolo ma fondamentale passettino che avrebbe conferito ai gialloblu l'appellativo di "squadra solida" oltre ogni ragionevole dubbio. Solo ieri: cuore immenso nel recuperare da 30-46 a 44-48. Ma in quel momento lo score recitava: 4-11 ai liberi e 6 (sei) azioni da canestro più aggiuntivo concesse all'Armani. Concetto di "partenza ad handicap" esaltato ai massimi livelli. E la grande rimonta, quando riesce fa leggenda, ma c'è caso che gli avversari, dopo il blackout, ricomincino a mettere quel paio di canestri, soprattutto se in campo c'è gente che a pallacanestro ci sa giocare.
- Oltretutto, la "qualità" delle ultime sconfitte in RS alimenta quanto appena scritto: Napoli in piena bagarre da stipendi in casa (con andamento curiosamente simile a gara3 con Milano), La Fortezza, Cimberio, Teramo che non aveva/avevano più niente da chiedere. Ne sarebbe bastata una per arrivare secondi ed ottenere un avversario oggettivamente più malleabile. Nei playoffs o nelle partite a eliminazione diretta a volte è semplice questione di incroci.
- Oh, sia chiaro, si fa per parlare e approfondire un zicco. Ma il "Grazie Ragazzi" resta forte e chiaro. Anzi, il sogno nel cassetto sarebbe di poter rivedere la stessa formazione anche l'anno prossimo, magari puntellata da un acquisto di peso sotto canestro, per vedere dove potrebbero arrivare. Ma non succederà, figuriamoci, non è il momento per le nostre di tenere i pezzi pregiati. Non ci è riuscita la Benetton dopo lo scudetto di 2 anni fa (altro rammarico enorme, chissà cos'avrebbe fatto lo stesso roster l'anno successivo?), a maggior ragione Lu Monte. A meno che qualche giocatore non faccia delle scelte di vita che appaiono improbabili, e ci mancherebbe.
- Luca Lechthaler un giorno giocherà in Nazionale.
- Valerio Amoroso forse. Tra fuga dalla Cina lo scorso anno e spaventi vari presi durante questi playoffs, qualche dubbio, nonostante la per il resto eccellente stagione, è legittimo.
- Ho avuto la conferma che per godersi appieno la gioia di una serie avvincente di playoffs bisogna eliminare il contraddittorio da tastiera e dedicarsi, ove possibile, a quello vis a vis, magari davanti a una bella pizza e una ricca media chiara, che è tutta un'altra cosa. Perché se si comincia a SCRIVERE: "Vitali: bravino eh... ma non è un play/unaguardia/un'ala/unpivot/gliscivolamenti/iltagliafuori/gliappoggini/lamanodebole/ilpiedeforte" ecc.ecc., non se ne esce più e si perde di vista lo splendore di alcune sue giocate. Siamo appassionati di pallacanestro o di cosa, di preciso?
- A proposito, visto il protrarsi del quarto di finale a gara5, mentre Siena riposa già da tempo, e considerato che la prima partita tra MPS e AJ aprirà giovedì il programma delle semifinali, cosa aspettano i milanesi a chiedere almeno l'arrocco con l'altra serie per un giorno di riposo in più? Cos'è vale solo per partecipazioni alle Final Four di EL?
- Matteo Boniciolli numero 1
- Alex Righetti numero 2
- E per stanotte, sì agli Hornets
- La partita di Siena conferma che per l'MVP del campionato c'è un uomo solo al comando: Gianmarco Pozzecco.
- Inizio dei playoffs rinviato causa Final Four. Questa è grossa, ma grossa grossa grossa.
- I giocatori di Rieti - segnatamente gli americani -, onorano l'impegno a non falsare il campionato dandola vinta a Cantù con 35 minuti di jogging, andando sotto di bestia. Poi si accende il principio di rissa e allora decidono che è ora di fargliela vedere. Troppo tardi, evidentemente, perché non è che 18 punti in 5 minuti siano un divario colmabile in decontrazione. La legge del campetto. Sì, ma di cosa si tratta, solita cialtronaggine o solito orgoglio?
- Peraltro, complimentoni alla Tisettanta.
- Danilo Gallinari e l'Armani Jeans fanno le prove generali di playoffs: 6 tiri in 32 minuti ad Avellino e 8 in 33 contro la Fortitudo. Garris torna.
- Solo per ricordare, a proposito della Scavolini, che io sto con i dobermann.
- Kyle Hill chiude la gita ad Udine con la seguente produzione: 8-34 da tre (23,5%) e 18-56 (32,1%) totale dal campo. 1 vittoria (contro Napoli, che ultimamente, più che giocare ha fatto dei sit-in) e 5 sconfitte. L'uscente Mike Penberthy ha commentato: "voglio un decennale garantito".
- Grande partita di Joseph Forte a Milano. Dài Giuseppe, palleggia un po'.
- Mason Rocca 26 punti e 16 rimbalzi. Basterà per spezzare le reni alla Bulgaria? Ocio che ieri Videnov ha commesso un'infrazione di passi da galera. Vorrà rifarsi.
- La Virtus La Fortezza Bologna aveva un'ultima chance di dare un senso alla propria inutile stagione battendo la Lottomatica e relegandola ad un sacrosanto quarto posto. Neanche quello. Virtus vattene.
- Accorato appello (soprattutto ai suoi consigliori). Free Pietro Aradori.
- Luca Vitali è un genio della palla a spicchi. Certo, non l'abbiamo ancora testato sul pressing di Diamantidis. Ma è un genio della palla a spicchi.
- Agenda del grande Sharrod Ford: "ringraziare Luca Vitali".
- No a Brian Montonati, epitome del giocatore che si crede Mike Bantom col talento di Gigi Cagnazzo.
Siamo all'intervallo della solita partita casalinga in prime time notturno dei Raptors, nella quale Bargnani sta avendo la sua dignità. per ingannare l'attesa, sottopongo alla manciata di lettori di questo spettabile blog il dubbio atroce che mi è rimasto dopo la visione del controverso (ma và?) nuovo film di quel marpione di Lost. non prima, però, di aver evidenziato che:
- Bargnani ha tirato 6 volte in 18 minuti. soppooooche
- Calderìn de Calderòn meritava la convocazione all'ASG della settimana prossima, essendo il giocatore più intelligente della NBA (perché con quel plotone di tiratori con cui si ritrova a condividere il parquet è da pirla non tentare di vincere la classifica degli assist). c'è da dire, peraltro, che lo strepitoso rapporto assist/palle perse che arricchisce il curriculum vitae del Nostro deriva principalmente dal fatto che Lui non rischia niente. e quando dico niente, intendo niente. tanto basta darla a uno che tiri piazzato da 25 metri oppure che concluda anche dopo due palleggi, a patto che si tratti di movimento continuo, per vedersi riconosciuta la preziosa statistica.
- oggi, siccome i Raps giocano in casa contro una squadra di scappati come i Clippers, è Bosh-Day. anche se la convocazione è ormai acquisita, non è buona creanza presentarsi all'All Star Game con partite da 14-16 punti. per gli altri di trippa ne rimane il giusto.
AGGIORNAMENTO DI FINE PARTITA.
Ogni tanto c'è quel minimo di giustizia, e la festa alla quale i giocatori dei Raps che non si chiamano Bosh sono stati costretti a partecipare controvoglia, si è trasformata in tragedia, con la clamorosa vittoria esterna dei californiani. impresa d'altri tempi, ottenuta davanti agli agguerritissimi canadesi, i quali, galvanizzati dall'ariosa coralità del loro gioco offensivo, fatto di schemi efficacissimi nell'isolare Bosh per l' 1 contro 5, hanno tirato fuori i canini anche in difesa, concedendo agli avversari la miseria del 56%, con lo stesso Bosh a innalzare dighe (infilzato in maniera invereconda solo tre volte negli ultimi due minuti dal rookie Thornton, non si poteva chiedergli di più). Nonostante tutto questo, i grandissimi Clippers sono riusciti ad ottenere la vittoria al termine di una partita vibrante.
- il primo quarto di Orlando - Lakers è finito 44-33
ecco, adesso lascio qualche riga a beneficio di coloro i quali non intendono rovinarsi il sabato sera al cinema, che hanno già prenotato i biglietti via internet, e poi passo al fondamentale quesito
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/ SPOILER!
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/SPOILER!
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ma il mostro che nell'ultima scena sbrana il povero operatore, tentando di masticare - invano - anche la relativa telecamera più resistente del mondo (voglio un'automobile placcata con quel materiale lì), chi è? quello che ha appena polverizzato Manhattan e dintorni sicuramente no, visto che l'altro è come minimo 20 metri solo di tibia mentre questo è poco più alto di Yao Ming. boh? forse è il figlio, o comunque un compagno d'asilo del figlio. o meglio, compagna, visto che il tratto rispetto al maciullatore di grattacieli (a unghiate) si ingentilisce notevolmente. per me è una femmina. oppure hanno semplicemente cannato le proporzioni proprio sul più bello?
C'erano una volta, un due o tre annetti fa, quattro aitanti teenagers che inorgoglivano il per il resto desolante movimento cestistico del Bel Paese (sempre più somigliante al celeberrimo e omonimo formaggino). Tanto promettenti da far ritenere, con solidi argomenti, che l'Italia constasse dei migliori '85, '86, '87 e '88 d'Europa. Vediamo, dopo tutto questo tempo cruciale per il sano sviluppo dei fuoriclasse in pectore, a che punto siamo.
1988 - Danilo Gallinari. Il plebiscito di pubblico e critica sulle qualità del ragazzo parrebbe tranquillizzare sul futuro del ragazzo. Ma vediamo in quale contesto sta cercando di affinarle, quelle qualità. L'anno scorso, dopo la semifinale di Coppa Italia con annesso breakout game, come dicono quelli veri, si è ritrovato in mezzo alle scenate di gelosia degli americani, guidati da Kiwi Garris, che mal sopportavano tutte quelle attenzioni per il lattante. Quest'anno pare che al primo allenamento diretto dall'attuale allenatore dell'Olimpia, Gallinari sia stato accolto dal seguente commento: "me lo aspettavo più forte". Com'è quell'adagio? "chi ben comincia...". Comunque, il suddetto allenatore si accorge ben presto (o qualcuno glielo segnala) che le fortune sue e della squadra passano per il talento del diciannovenne, perciò gli mette finalmente in mano la palla per l'1c1 (così piatto piatto, eh, senza disegnare chissà quali geometrie offensive. Che però è sempre meglio che piantarlo là in un angolino alla mercé degli yankees di turno). Fa un paio di partite nelle quali in effetti forza qualcosina (ma posso assicurare, avendone vista una addirittura di persona, che si è trattato di situazioni contingenti: la necessità di dare una scossa dopo un -20 nel primo tempo - Avellino - o numerose patate bollenti ancora tra le mani al 23esimo secondo - Bologna Fortitudo), e subito tra la folla inizia a serpeggiare il nervosismo sull' "atteggiamento di Danilo Gallinari". Lui continua a giocare più o meno uguale, ma ricomincia a metterla e i commentatori si placano. In tutto questo, la società dimostra la lucidità di un Roger Rabbit, con il caso-Diener a suggello. Viste le premesse ambientali dentro e fuori dalla società, Gallo ha appena firmato l'estensione con Milano. Avrà senz'altro mille uscite a lui favorevoli, ma com'è come non è, sarebbe forse più tranquillizzante saperlo libero come il vento. Oltretutto, anche se a vederlo in azione si direbbe il contrario, fisicamente non sembra proprio bionico. Resta peraltro quello messo meglio dei quattro, perché rispetto agli altri è la prima opzione offensiva della squadra, situazione evidentemente ideale per far vedere di che pasta si è fatti.
1987 - Gigi Datome. Oh, sia chiaro, ADESSO gioca (neppure male, se proprio vogliamo essere pignoli) in una squadra destinata alla retrocessione. Ma nel 2004/05 era davvero a buon diritto tra i migliori '87 d'Europa, anzi, Akyol, Savas e, ma sì, Ilyasova gli stavano forse un'incollatura dietro. Le due migliori partite dell'anno le aveva giocate in casa contro il Panathinaikos e ad Atene contro il Panathinaikos. Come prima: "chi ben comincia...". Poi hanno cominciato a prendere chiunque pur di lasciarlo indietro nelle rotazioni, addirittura Jamel Thomas, che gli è costato, ebbene sì, una Top16 (perché ogni tanto c'è giustizia nel mondo). L'anno scorso, aumentate le ambizioni, a Siena hanno preso gente effettivamente forte, decidendo di farlo crescere in un ambiente più a sua misura con possibilità di minutaggi adeguati. Molto bene, la situazione a Scafati attualmente è la seguente: Dimitri Lauwers ha appena fatto a sganassoni con i tifosi e il presidente ha congelato gli stipendi. Per carità, più di qualche senese ha avanzato nel corso del tempo dubbi sull' umilté del tipo, ma possiamo senz'altro concludere che, rispetto a strategie societarie e ambiente, è capitato sempre bene, non c'è che dire.
1986 - Marco Belinelli. Siamo in Italia ed è italiano, perciò gente pronta a scaricargli addosso betoniere di liquame, in nome del proprio campanilino diroccato, se ne trova a iosa. Però un essere umano in grado di segnare 34 punti in gara5 di semifinale- scudetto, al termine di una serie dall'enorme spreco di energie mentali, in cui uno di 20 anni è più probabile vada fuori di testa, qualcosa dentro ce l'avrà pure. L'anno scorso ha complessivamente deluso, ma nel marasma della Fortitudo martinelliana è diventato addirittura una specie di capro espiatorio, quando è assai probabile che il caos sia stato generato da gente mooolto più anziana di lui (non mi piace far nomi: Tyus Edney, ad esempio). Oppure possiamo pensare che lo spogliatoio sia stato distrutto da un ventunenne con la palpebra perennemente a mezz'asta? Mai paura, comunque, per fortuna che la stagione è finita e sono arrivate le scelte NBA. Numero 18, una grande soddisfazione. Ai Warriors, per giunta, il cui sistema sembrava e sembra perfetto per lui. Summer League addirittura scintillante ed enorme fiducia per l'inizio del Campionato. Solo che, a conti fatti, di gente nel suo ruolo ce n'è fin troppa, e soprattutto sta giocando da Dio, in ogni caso ad un livello che attualmente il Belì non è in grado di garantire. Anzi, c'è di più: ad inizio anno gli stava davanti principalmente Azubuike, che sembrava destinato alla definitiva esplosione. Poi è subentrato Monta Ellis, che sta facendo letteralmente onde, meritandosi la maggior parte dei minuti. Azubuike ultimamente quando gioca 15 è contento come una Pasqua. Tocca aspettare, confidando nelle qualità e nella tenacia del cinno e sperando per il meglio, non c'è altro da fare. Anche in questo caso, si può concludere che finire nella Baia è stato un colpo di fortuna sfacciata.
1985 - Andrea Bargnani. Stay tuned, che qui il discorso è un po' più complesso e merita una rivisitazione particolareggiata. A presto e forza giocatori italiani.
- Carlton Myers. All'amico Tkachenko11, cui sotto la corazza sovietica batte un cuore bianconero, non sarà sfuggito il fatto che il Tartufone ieri ha anche avuto riguardo. E' un Myers maturato, quello che ha fatto seguito alle esilaranti (ma sacrosante, nella sostanza) esternazioni di inizio stagione. Sempre sotto controllo, sempre pronto a far girare la palla e senza fare una piega (o mascherando bene) quando i compagni, soprattutto Slay, vanno un po' oltre (a proposito, ma RonRon era così pirla anche l'anno scorso a Montegranà?). A beneficio di coloro i quali "sì, ma non va a sinistra", ricordiamo che nella sola giornata di ieri ha messo il palleggio arresto e tiro proprio andando in quella disagevole direzione. Per gli altri "sì ma di qua, sì ma di là", beh, che dire, ogni tanto è il caso di mettersi comodi e godersi lo spettacolo. Ieri, per esempio.
- Andrea Crosariol. Everybody hates 'drea, ecco com'è. Pora stèla, già di palloni ne vede il giusto (e ci mancherebbe, direbbe qualcuno senza per forza passare dalla parte del torto), se poi ci si mettono anche i grigi... prima gli hanno annullato un schiaccione tonante in contropiede addebitandogli una dubbia infrazione di passi, poi ritrattata con conseguente rimessa laterale assegnata ancora alla Virtus. poi sul suo tapin a correggere uno degli innumerevoli errori di Dewarick Spencer, hanno pensato bene di convalidare il tiro dell'americano, causa una interferenza non chiarissima. Alla fine Crosariol ha raggiunto ugualmente la doppia cifra, proprio a 10. Ma nel nostro cuore ne ha messi 14.
- Cheyne Gadson. Ueeeeh, ma basta perdio! Cosa credono questi americanelli del menga, che abbiamo ancora l'anello al naso? Passi (non nel senso di infrazione, anche se nel suo caso la prima cosa che viene in mente è proprio l'infrazione) l'errore nel tiro da fuori. Ma ignorare subito dopo i compagni per il ribaltamento, nella fattispecie penetrando a centro area e lanciando uno shuttle con l'angolazione propria dell'astronave in fase di decollo, ovvero esattamente perpendicolare al terreno, beh, questo no. Gadson vattene.
- Delonte Holland. non è per infierire, che son cose antipatiche, però... dai Delonte, palleggia un po'. Ma non è neanche per questo in realtà. Lui è uno dei pochi americani che nella partita-vetrina-da-sfruttare, in questo caso per l'assenza di Anderson, mette insieme una prestazione da 3 pieno (nel senso di voto). Basti pensare alla situazione inversa, non più tardi di 5 giorni fa. inizia a far tenerezza, altroché. Ma l'avete visto come si beccava quasi remissivo la reprimenda di Garri (gulp) all'inizio del secondo tempo, dopo una incomprensione?
- Luca Garri. Bersaglio preferito dalla critica di tutto il sistema solare, anche ieri è uscito con le ossa rotte. 4, 4 e mezzo, 4 meno meno 3 al 4 i voti più ricorrenti. Dice: ma la Virtus ha fatto ribrezzo, perciò era giusto andar giù pesante. Mah, a noi è sembrato sbattersi più di molti altri. E allora quella raffica di insufficienze dopo la partita di gran voglia e buona efficacia contro lo Zalgiris? Povero. Prevenuti che non siete altro, solo perché denuncia qualche problema di tenuta mentale (ebbene sì, vogliamo bene anche a lui), non vuol dire che tecnicamente parlando sia una ciofeca di primissima. Ieri ha anche messo il semigancino di sinistro. No alle pagelle preconfezionate.
Montepaschi Siena - Union Olimpija 86-59. primo tempo 27-39. la Mens Sana, arrugginita dalla virtuale inattività nel bel paese, necessita di un tempo per riabituarsi alla competizione. poi vince solo di 27 perché l'Olimpjia può contare su Goran Dragic, bel playmakerino e Saso Ozbolt, bella guardiettina. che però è più bassa del playmakerino. Sato 11 punti e 28 rimbalzi, Vlado 29, Ress 11 stoppate
Virtus VidiVici Bologna - Zalgiris 140-81. Delonte fuori dalle balle e la squadra inizia a girare che è una meraviglia (complice anche un provvidenziale smarrimento della carta d'identità di Anderson, cui tocca accomodarsi in tribuna). Lituani cotti dalla tournée americana, cercano di metterla sulla bagarre ma si beccano sul groppone 8 antisportivi e 7 tecnici (Marko Popovic espulso). Spencer 51, Dibella 24 (in faccia a Conroy), Lestini 32
Olympiacos - Tau Ceramica 0-20. il reietto Sofocle decide di fargliela pagare cara e a poco dal via si tuffa a peso morto sul parquet di centrocampo, formando un cratere leggermente più piccolo del Mare della Tranquillità. Partita sospesa per impraticabilità del campo. Vittoria a tavolino per il Tau, perché Schortsianitis è regolarmente tesserato per l'Olympiakos
Aris TT Bank - Unicaja 48-34. l'Aris ha preso Lazaros Agadakos. ho finito
Cibona - Efes Pilsen 87-70. dominio croato sull'onda dell'entusiasmo per essersi liberati di quel poveruomo di Damir Markota. Per un Damir che esce, ce n'è uno che entra, il futuribile Mulaomerovic, che con Larry Elias Ayuso forma una coppia di centrocampo di puro divertimento. Blatt è un allenatore vincente, ma la Turchia è troppo anche per lui. Ayuso 11-37 al tiro, Mula contento annuncia che la prossima volta si occuperà personalmente della questione-rifornimenti.
Armani Jeans Milano - Lietuvos Rytas 10-118. quella ghenga di seri professionisti che compone il roster dell'AJ risponde con i fatti all'appello dell'allenatore: "giocare l'eurolega è motivo di orgoglio"
Fenerbahce Ulker - Real Madrid 18-25. la dura legge dell'Abdi Ipekci, teatro della maggior parte dei record negativi (per quanto riguarda l'attacco, positivi per la difesa) della storia dell'Eurolega. L'Ulker consta di gente ancora più rigorosa di quella di Milano, ma ha preso due giovinottelli sloveni di sicuro interesse, perciò va seguita. A proposito di Turchia, "Boscia torna" l'ho già detto?
Panathinaikos - Lottomatica Roma 57-63. I Verdi hanno un roster di 37 giocatori, di cui il 97% da quintetto base. Il momento delle convocazioni è peggio di un appello di Diritto Costituzionale a Giurisprudenza. I giocatori, già svegli di loro, non capiscono una fava e 30 se ne stanno a casa (col muso), pensando che la dura legge del turnover per stavolta li abbia colpiti. Morale, il Pana si presenta in 7 e la Lottomatica fa il colpaccio. Ray 29, perché tra i capenti Roma per Toma c'è Diamantidis
Brose Baskets - Chorale Roanne 0-0. ma che roba è? Chi o cosa sono Brose Baskets e Chorale Roanne? Il custode della palestra, vecchio lupo del parquet e fine esteta del basket, si rifiuta di aprire il lucchetto e molla tutti fuori al freddo. sì all'eurolega di una volta
Partizan Igokea - AXA FC Barcelona 72-74. finché durano i kulazzari, manteniamo la tregua verso una delle squadre più antipatiche del basket europeo (l'altra è giusto qua sotto). come sempre, forza Baso (23 con 7-10 da tre) e Denis (2, 14 rimbalzi e 37 aiuti di successo). E poi quest'anno c'è anche il Pepito, che è una gioia per lo spirito. Da quand'è che i giapponesi sponsorizzano squadre serbe?
Maccabi Elite - Le Mans 97-69. per quanto scritto sopra, sempre e comunque forza avversario del Maccabi. Purtroppo stavolta c'è il LeMans, non molto difforme dal Chorale Roanne, la cui età media non consentirebbe di andare in giro da soli dopo le 4 del pomeriggio. Esordio ad alto livello per il gioiellino Nicolas Batum e anche per Antoine Diot, un mestierante alle elementari.
ma anche un po' di Basket Day...
- Kris Humphries. Questo qua è davvero un furbo di tre cotte, altroché. inizio secondo periodo di Real - Toronto, canadesi su di 7 in assoluta decontrazione e merengues ben convinti del ruolo di sparring partner. il gioco riprende e il Kris si esibisce in un fadeaway dalle tacche, clamorosamente a bersaglio. Mitchell non aspettava altro: "oooh, finalmente un buon motivo per lasciar dentro 'sto lattoniere e tener giù quei cazzo di Bargnani, Garbajosa e compagnia bella che non mi prendono un rimbalzo neanche in mezzo alla piana". è l'inizio della fine, invece. con quel canestro infatti il furbacchione si guadagna la legittimazione della sequela di puttanate da galera con cui di fatto rianima il Real, prima nello spirito e poi nel risultato. così, a furia di passaggi intercettati e appoggi airbollati da 1 centimetro, il punteggio si riequilibra, tirando la volata a Sergi Llull e allo strepitoso Bullock (ricordiamo che buona parte dei 27 punti li ha messi contro un Anthony Parker non molto in vena di figure di merda)
- Derrick Tarver. e il suo compagno di merende Hector Romero. la loro meccanica di tiro da fuori. parliamone. di solito si dice: "levate i bambini dalla televisione, che lo spettacolo non gli si addice". invece suggeriremmo di scatenarglieli contro, i bambini. con tutto il loro impatto di accorciamento di vita. ma il vero scandalo è che il primo al momento esibisce un suo personalissimo tabellino da 10 tiri da 2 e 11 da 3 (di cui solo 1 segnato, ca va sans dire. e pare già troppo). roba da matti. possibile che nessuno, più che dirgli qualcosa, non lo minacci di ritorsioni durissime? e freguntubo se Romero è in grado di mettere anche la bombetta decisiva, siamo per la salvaguardia dell'estetica del basket, perdio!
- Sam Mitchell (vattene). anche se non abbiamo ancora digerito la scorribanda malvestita di cui abbiamo relazionato qui sotto, è il caso di spezzare almeno un bastoncino del ghiacciolo a suo favore. decidere chi lasciare in campo tra Calderon e Ford per l'ultima azione già non è facile. poi ci si mettono anche loro. ricordate il primo, con il deludente passaggio sui denti dei fotografi, invece che nelle mani di Bosh, nel possesso decisivo di gara6 chez Nets (azione che è parsa sicuramente alla portata di un Lamma et similia)? ecco, Mitchell, non ancora completamente ripresosi, decide di andare con l'altro per evitare l'imbarazzo della sconfitta in terra europea. e cosa ti combina il Ford? si butta dentro come un furetto con una angolatura in cui l'unico spicchio non coperto dalla visione periferica è quello occupato da Bargnani. l'unico libero, ovviamente, proprio dietro di lui. anche un camaleonte avrebbe avuto difficoltà a pescarlo con il passaggio illuminante. povero Mitchell. la prossima volta consigliamo di andare direttamente con Darrick Martin, che fa arresto e tiro da 10 metri senza neanche guardarsi intorno. così non ci pensa più
- Kristaps Janicenoks. ma non era mica un tiratore? oh, raghè, l'altro giorno 0-8 in tutte le salse: piazzato, palleggio-arresto-e-tiro, finta-palleggio-arresto-e-tiro, terzo tempino da lontano. gli è stato concesso anche l'appoggino da sottissimo, ma lui era in striscia e l'ha sparato dall'altra parte. sì ai lettoni in lettonia.
- Delonte Holland. chiamatelo pure "l'angolo del vecchio babbione", ma lo stile di gioco di Holland ci mette una noia mortale. sarà che ne abbiamo vista troppa, di pallacanestro ( troppi, di meravigliosi solisti), e per scaldarci il cuore non bastano due movimentini di puro talento, se non inquadrati nel concetto di gioco di squadra. l'approccio "adesso vi faccio il parzialone. se mi gira bene. se mi gira male, il parzialone lo beccate sul grugno, cazzi vostri. tanto io sono troooppo forte e la gente viene a vedermi per fare la ruota (intesa come pavone)" alla lunga stanca. anche alla corta da un po' di tempo a questa parte
Le Bimbe oggi hanno intenzione di farci sognare con una vittoria sulla Bielorussia e la conseguente qualificazione ai quarti di finale del Campionato Europeo. Per stemperare l'enorme tensione che ci attanaglia (l'ultima volta che siamo stati così tirati eravamo in difficoltà nella soluzione di una versione particolarmente ostica delle "Parole crociate senza schema"), andiamo a vedere come i Toronto Raptors si stanno preparando alla tappa italiana delle 'NBA Europe Tour:
Mitchell goes shopping

Ma che roba è?!? Ma basta, perdio! E' giunto il momento per prendere posizione intransigente di fronte a questo scempio. Vuoi fare due acquistini compulsivi di stralusso perché Bargnani non tira giù un rimbalzo neanche nel Mikan-drill (che sarebbe, banalmente, un esercizio individuale di appoggini o semigancini consecutivi da sotto, alternando mano destra e sinistra)? Ne hai il diritto e se le possibilità economiche non ti fanno difetto, niente in contrario. Però fai il piacere di metter su almeno una camicina e un paio di pantaloni in grazia, magari col risvolto. Soprattutto se per tutto l'anno hai sfoggiato, davanti ad una vasta audience, dei completi finto Armani, con gessati pochettati che avrebbero fatto commuovere Lucky Luciano. Ti addentri nella Via del Lusso? Allora via il pantaloncino, via le scarpe da ginnastica (e via soprattutto quella sottospecie di Borsalino sul crapone, che non fa che aggravare la situazione, già di per se incresciosa). Ma si è mai visto uno entrare a Gardaland vestito come David Letterman?
Sì al dress code, sì ai cerberi respingenti.
Mitchell vattene.
Carlos Delfino benedice la folla

Ma chi cazzo si crede di essere? Il Papa? Mick Jagger? Uno di MTV? Roba da matti. Ma soprattutto, vogliamo nomi, cognomi e indirizzi dell'accrocchio acclamante. Perché va bene aver del tempo libero, ma usarlo per andare a far scene da Duran Duran sotto la finestra dalla quale si affaccia Carlos Delfino è davvero troppo.
J.M. Calderon si difende dal raid aereo

Scatto di rara puntualità. Alla sola vista di quello stormo di aquile reali, l'impulso di Calderon è stato quello di stramazzare al suolo lamentando una non meglio speficata "beccata sul braccino". Poi però si è accorto (in tempo, per sua fortuna) di non essere più in Nazionale e una caduta così gratuita lo staff dei Raptors l'avrebbe interpretata, nell'ipotesi di ammissione di buona fede, come un infortunio da stress con immediato trasporto in ospedale per gli esami del caso e pronto inserimento del giocatore nella injured list. Allo sveglio Josè non è rimasto che abbozzare e far finta di divertirsi, come ben evidenziato dalla foto. La speranza è che almeno il piccione in alto a sinistra gli abbia cagato sulla maglietta.
J.M. Calderon fa gli onori di casa

I Toronto Raptors sbarcano a Treviso, dal loro aereo privato dopo la trasvolata oceanica. Ci sono Mitchell, Kapono, Alex English... insomma, gli americani, quelli che hanno passato l'estate a casa propria. Non ci sono Bargnani, nè Garbajosa, nè Nesterovic i quali, finiti gli Europei si sono giustamente dileguati per una paccata di affari propri prima del raduno per il noiosissimo training camp. Cosa cazzo ci fa, allora, Calderon lì in mezzo? Dopo l'errore di Gasol nella finale contro la Russia è corso a far la doccia per non perdere il primo aereo per Toronto e ricongiungersi immediatamente ai suoi datori di lavoro (piuttosto di, che so, passare da casa, visto che c'era, e fare un paio di lavatrici; un salto dalla nonna, che erano mesi che non la vedeva) ? Oppure è andato a prendere il coach all'aeroporto senza passare dal via, per accompagnarlo personalmente alla Ghirada e magari accendergli anche un bel sigaro? In ogni caso, Mitchell è sembrato gradire. Paraculo. Anzi, paraculi.
ecce preud'homme non è solo calcio.
dal futuro corrispondente cestofilo-musical-enologo, ora in viaggio per le vacanze e cui l'inettitudine di chi vi scrive non ha permesso di vergare di suo queste righe, riceviamo e pubblichiamo questa ardita commistione tra punk e quintetti della nazionale italica di palla al cesto.
un quintetto, la sua canzone:
Trashmen - Surfin' Bird:
Dibella Belinelli Gallinari Mancinelli Bargnani
Ennio Morricone - Il buono il brutto il cattivo:
Mordente Basile Soragna Galanda Marconato
Devo - Jocko Homo:
Dibella Maresca Belinelli Mancinelli Crosariol
John Barry - theme from The Persuaders:
Bulleri Basile Soragna Galanda Rocca
Ramones - We're a happy family:
Hackett Vitali Fantoni Gigli Bargnani
e poi, last but not least... il Recital, l'one man show, l'assolo... si', insomma:
Ramones - Beat on the brat
ANGELO GIGLI