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venerdì, 04 luglio 2008

squatra grante, squatra mia

a qualche giorno di distanza dall'epilogo viennese beccatevi la squadra del torneo (più le dovute menzioni onorevoli):

portiere



iker casillas (spagna): il sollevatore del trofeo, l'immagine che verrà tramandata ai posteri. sempre sicuro e attento, decisivo nell'unica partita in cui la sua difesa viene messa in ambasce e basilare nella sfida dagli 11 metri in cui si dimostra studente preparatissimo beccando 4 angoli su 4 e ribattendone 2.

menzione onorevole; gianluigi buffon (italia): non sul gradino più alto del podio solo per la testa tra le nuvole della gara d'esordio e per l'eterna pecca di affidarsi solo al mero istinto alle prese coi tiri dal dischetto. mero istinto (abbinato alla non comune forza nelle mani) che gli permette comunque di compiere una delle parate più assurde mai viste sul rigore di mutu che tiene in corsa i suoi.

difensori:



sergio ramos (spagna):
raro caso di mezzo cingolato prestato al giuoco del pallone. la sua esuberanza annichilisce tutto e tutti sulla corsia destra. se debitamente pungolato (aragones magister) rende inoffensivo qualsivoglia attaccante avversario e supporta l'attacco con terrificanti folate sulla fascia. meraviglioso quando se ne impippa dei protocolli e degli sponsor e nell'impazzare dei festeggiamenti ricorda l'amico scomparso.

menzione onorevole; philipp lahm (germania): certo l'immagine di lui inciucchito che si fa turlupinare da torres nell'unico gol della finale rimane vivida, ma ha un'attenuante: è l'unico tedesco nano. a suo merito il fantastico gol della semifinale dopo un duello dai contorni psicotici col più confusionario giocatore della storia, il turco sabri sarioglu, e un rendimento sempre oltre la media.



carles puyol (spagna): parte acciaccato chiude acciaccando gli avvesari. strepitoso nella partita contro l'italia in cui ingaggia un duello rusticano con toni e, nonostante gli renda diversi centimetri, sovente lo batte sui palloni aerei. dopo aver vinto tanto nel suo club si toglie una gran soddisfazione con la roja.

menzione onorevole; pepe (portogallo): domina la prima fase confermando che l'inusitato esborso economico per il suo cartellino non fu mossa così stolta. incappa nella serataccia di basilea e in una germania in modalità ispettore derrick pronta a smascherare bluff di ogni sorta, soprattutto quelli di squadre che giocano senza il portiere.



giorgio chiellini (italia): probabilmente folgorato dalla visione del trailer de l'uomo che usciva la gente prende a randellare capitani e giullari di bari vecchia fin dalle partitelle di allenamento. il fato gli regala poi la prestazione da film della troma della coppia materazzi/barzagli indi il posto da titolare. lo legittima inanellando una serie di prestazioni di valore assoluto culminate nella partita contro la spagna in cui gli avanti delle furie rosse pur di non farsi ammazzare o si buttano da sole o tirano dai 700 metri. echi di fabio cannavaro vs francia a saint denis, solo che quello che mena stavolta è lui.

menzione onorevole; servet çetin (turchia): detto ayibogan ossia l'uomo che può strozzare un orso. non ce ne sarebbe di bisogno: l'orso girerebbe i tacchi prima. di certo fino a quando il fisico non dice basta è stoico nell'arginare qualsiasi avversario che gli si para davanti. l'imperatore avrà di che rimpiangere la sua assenza in semifinale.



youri zhirkov (russia): abitualmente schierato ala d'attacco nel suo club, quella gran lenza di guus lo arretra di qualche metro nello scacchiere della matrioska meccanica ma lo sgrava di qualsiasi compito difensivo. lui esegue e prende a macinare chilometri e avversari e ricamare dolci traiettorie col suo sinistro educato. sbatte (in tutti i sensi) contro sergio ramos in semifinale, ma il livello delle sue prestazioni è talmente elevato da chiedersi a cosa stessero pensando gli addetti ai lavori quando segnava (e vinceva) nella uefa di 3 anni fa.

menzione onorevole; giovanni van bronckhorst (olanda): esiziale contro l'italia in cui pare essersi immerso nella vasca di cocoon. dice probabilmente bye bye all'arancione nella maniera migliore, ma del resto il piedino sinistro è sempre stato di primissima. si appecorona allo strapotere russo, del resto non poteva farci nulla come tutti i suoi compagni.

centrocampisti:



bastian schweinsteiger (germania):
inizio stile bayern monaco dei tempi migliori. i tempi delle puntatine con la pulzella nell'idromassaggio della palestra del club e del record del mondo di calci d'angolo battuti a cazzo di cane con uli hoeness che lo minaccia di prenderlo a cazzottoni nel coppino. espulso per una scena da academy award di jerko leko, becca la reprimenda di zia angela merkel e svolta mettendo a ferro e fuoco la difesa del portogallo e segnando un gol tanto vitale quanto meraviglioso nel mezzo del tifone turco. quando in finale si spegne lui (più o meno in concomitanza dell'ingresso di kappa kappa) finiscono i pappafichi. lo sguardo con cui seguiva la premiazione spagnola non promette niente di buono per un eventuale futuro re-match tra le 2 squadre.

menzione onorevole; andres iniesta (spagna): corona con una finale monumentale un torneo tutta sostanza ma anche colmo di ghirigori mai fini a sè stessi. peccato che le movenze da derviscio non collimino con una almeno decente propensione alla conclusione. quando tenta il tiro in porta si copre regolarmente di pece e piume.



marcos senna (spagna): primo brasiliano a vincere il campionato europeo. si piazza davanti alla difesa e contrasta e riparte all'infinito. quando gli altri sono cotti lui inizia a scaldarsi, e i piedi restano brasiliani. aragones ne ha imposto la naturalizzazione prima di germania 2006 e pur di non sconfessare la sua scelta fa accomodare in panchina bei manzi del calibro di fabregas e xabi alonso.

menzione onorevole; francesc fabregas (spagna): il manzo sacrificato aiuta e non poco a portare a casa il trofeo. segna con freddezza il rigore decisivo contro l'italia, entra e domina la scena stile javier bardem in non è un paese per vecchi contro la russia. ha compiuto 21 anni da poco più di un mese: può diventare il più forte di tutti. anche senza bombole d'ossigeno.



xavi hernández (spagna): mvp occulto del torneo. non sbaglia praticamente un passaggio in 5 partite, non è mai banale, anche negli appoggi. ha appreso l'arte della verticalizzazione osservando quello spreco di talento ambulante rispondente alla pelata di iván de la peña e si applica anche da frangiflutti all'occorrenza. sblocca la semifinale con inserimento 5 stelle ed è sontuoso in finale.

menzione onorevole; daniele de rossi (italia): la sua cervellotica esclusione nella partita d'esordio genera scene d'isteria collettiva. carbura contro la romania ed esplode contro la francia in cui in più d'un frangente appare ubiquo tanta è la vivacità che mostra. arriva un po' spompo (e forse infortunato) al rigore decisivo, che stavolta non si alza abbastanza.



andrei arshavin (russia): è una vera disdetta che lo stilista si ammutolisca sul più bello. è presumibile che dopo il primo contrasto con sergio ramos e al primo anticipo di puyol si sia intristito e abbia cominciato a chiedersi dove fossero i mellberg, gli oijer, i mathijsen e gli hansson umiliati nelle gare precedenti. ma ciò che aveva mostrato nelle 2 gare precedenti rimane indelebile: un giocatore meraviglioso. punta l'uomo 30 volte a partita, roba da pensare a antò e rimanere indecisi se mettersi a ridere o andare a bogliasco con un lanciafiamme. conclude in prima persona e dispensa assist anche per i massaggiatori, inoltre gesticola coi compagni più di hristo stoitchkov al suo meglio, un vero record.

menzione onorevole; wesley sneijder (olanda): indicibile prova di maturità per l'ex simbolo dell'ajax, troppo spesso ingiustamente oscurato sia a madrid che in arancione da compagni sicuramente più appariscenti ma che ci mettono la metà della tigna; difatti è ultimo a mollare assieme a ruud contro la russia. il suo gol alla francia è il più bello del torneo. vero campione.

attaccanti:



fernando torres (spagna):
spietato esecutore nella finale, tanto composto da esser paragonabile al mahathma gandhi ogniqualvolta aragones lo richiama in panchina tra il 65esimo e il 75esimo per far entrare il gitano arciere con la moglie fica. giocatore baciato in fronte dal talento, ha saputo fare tesoro della prima esperienza fuori dalla comunque non comodissima culla del vicente caldéron, divenendo un crack assoluto. fossi in braida e galliani starei sparandomi sui coglioni con un kalashnikov.

menzione onorevole; roman pavlyuchenko (russia): si vede lontano centinaia di chilometri che è una testa gloriosa. tecnica di primissima, calcia con entrambi i piedi da ogni posizione, recordman di pali e cazzatoni ricevuti da guus hiddink. insidiosissimo anche in semifinale quando i suoi colleghi parevano lobotomizzati o in alternativa con nelle cuffiette loveless del sanguinoso valentino già menzionata dall'editorialista ggggggiovane.



ruud van nistelrooy (olanda): a momenti tiene a galla mvb anche nella serata degli ufo russi. attaccante maestoso, sempre al posto giusto al momento giusto, non ne sbaglia mezza nemmeno sotto tortura. s'inventa pure giocoliere contro la francia con una veronica che avrebbe fatto impallidire zidane ed è sua la prima spallata a bob. da ringraziare anche per averci permesso di assistere al supplementare di arshavin nella notte di basilea.

menzione onorevole; david villa (spagna): capocannoniere con l'asterisco della competizione. spara 3 pallettoni nella gara d'esordio contro gli straniti russi delle sfide contro le furie rosse e segna un gol tutto sommato contuntubo nel recupero contro la svezia, con la difesa scandinava reduce da una sessione attiva di tossicologia forense. contro l'italia becca la prima ammonizione per sfinimento dell'arbitro e si acciacca un muscolo calciando una punizione in semifinale, ergo rimane ai box ad ammirare i compagni nella finale. el guaje resta comunque punta esiziale, ma per lo status di fuoriclasse restano ancora tanti cents per fare l'euro.

11 duri da tenere fuori: artur boruc (polonia) - hamit altintop (turchia) - danijel pranijc (croazia) - andrea pirlo (italia) - luka modric (croazia) - tuncay sanli (turchia) - rafael van der vaart (olanda) - david silva (spagna) - sergey semak (russia) - nihat kahveci (turchia) - semih senturk (turchia)






postato da: neeskens13 alle ore 00:39 | link | commenti (3)
categorie: euro 2008, euordz
giovedì, 03 luglio 2008

 

Abusatissimo e un po' stufoso il leit-motiv degli ultimi giorni: una volta tanto ha vinto chi ha giocato meglio. Di sicuro è stata la finale qualitativamente migliore dal 2000, grazie alla Spagna dei giovani ninja che già formatisi vieppiù e al colmo della gloria hanno scalato la montagna della Saggezza ma anche in parte per una Germania che all'inizio del secondo tempo ha sciorinato una quindicina di minuti di solidità ed orgoglio davvero tostissimi. Ma a suo modo quattro anni fa la Grecia meritava tanto meno di quei cazzoni di portoghesi?

Poi, ancora, facciamo un giochino. Quanti crucchi sono inseribili nella Top5 mondiale del proprio ruolo? Forse il Ballack uscito bene dalla stagione inglese ma io dico di no, certamente no l'idolissimo Bastian e il mezzosangue Podolski, forse Klose che ormai viaggia su livelli di affidabilità assoluti. Cioè, questi per tentare di cogliere il golletto per il supplementare hanno dovuto sciorinare il duo Gomez-Kuranyi, due impediti totali al cui cospetto persino Bobone Vieri (quello di Firenze) fa la figura di Garrincha. Onestamente, eccetto Ballack dove sono questi durante la stagione?

E la Spagna, quanti Top5 ha? Il sublime Casillas di sicuro (anche Top3 se non Top2), Sergio Ramos sicurissimo e anzi è Top1 dei terzini destro, Puyol pur se non ha più l'allungo sul breve con cui si rivelò alle Olimpiadi australiane mantiene tigna e presenza da poterlo far rientrare nei cinque centrali più forti al mondo, Fabregas nella categoria jolly va poco lontano dalla prima piazza così come Fernando Torres in qualità di prima punta e Villa quale tremendo scorer. Mettici anche il confronto tra i vari Xavi, il pallinissimo Silva, Iniesta, Xabi Alonso - tutti con almeno quattro campagne di Champions alle spalle - col resto del centrocampo tedesco (Hitzlsperger simpatica faccia da venditore di sanitari, ma contro quella mediana davero davero chi cazz'è?) e davvero a livello di peso qualitativo da sbattere sulla bilancia della finale non c'era storia, tipo il Vae Victis di Brenno. Quindi pollice su per la Germania, nonostante abbia convinto praticamente mai, nonostante abbia beccato la bellezza di sette gol in quattro partite (Austria e Polonia non esistono) e nonostante credo che faranno fatica a vincere qualcosa per un po'. La parte facile di tabellone in cui l'hanno indirizzata è stata adeguatamente sfruttata.

Rotto il ghiaccio che da decenni e decenni implicava figuracce in campo di proporzioni pari alla prosopopea dei propri fogli quotidiani sportivi, gli spagnoli hanno davvero tutto per aprire un ciclo. La stessa cosa si era detta per la nazionale di basket vittoriosa ai Mondiali 2006, che poi lo scorso anno si è fatta magistralmente ciulare l'Europeo casalingo dalla Russia (e nel basket l'Europeo vale più dell'alloro iridato, oltre che per i valori in campo anche per il prestigio). E sappiamo come il prossimo scoglio si chiama Sudafrica 2010, con tutta la follia che un mondiale africano può portare, tipo che pensando al 2002 alla finale di Johannesburg sarà Iraq-USA. A Blatter piacendo, come quello nippocoreano potrebbe essere un mondiale nel quale i campioni uscenti escono al girone dopo 270' di astinenza da gol, zeppo di incognite tali da poter riesumare quei fantasmi mollaccioni che l'Espana En la Final (così la celebravano gli Erasmus spagnoli durante la semifinale, increduli nel dover dare una definizione alla parola “finale” presente nei loro dizionari personali) pensa di aver scacciato domenica sera. Un'altra incognita sarà il trapasso di El Viejo Aragones, del quale ancora si ignora il successore. Non entriamo nel capitolo scelte tattiche, perché l'ignominiosa staffetta tra il sublime Torres (super anche quando non segna) e il sosia con più brillantina di Alberto Tomba ci è rimasta qui. Però gli va dato atto di aver azzeccato al 100% la Lista dei Ventitré, di essere stato il bravo analista dello spirito di rinnovamento e del voltare pagina (lui che ha 70 anni e ad ogni inquadratura in panchina pare affetto da attacchi di demenza senile) e di aver creato un gruppo che davvero ha tritato tutti, partite mai in discussione con la sola vistosa eccezione della nazionale di Bob Donadoni, con la perla della lezione di calcio inflitta agli indolenti russi. L'età media è giovanissima, lo stesso capitan Iker acclamato durante la premiazione dalle Erasmus spagnole assise SOPRA i tavolini del locale al grido di “guaaapoooooooooooo” non ha ancora 30 anni. Il calcio moderno abbiamo visto quanto logori, soprattutto ad altissimo livello, vedremo se con la pancia un po' più piena gli equilibri degli eroi austro-svizzeri cambieranno. Una cosa va comunque cambiata, sempre pensando al mucchio selvaggio di teneri spagnoletti sparsi per Bologna nell'attesa della loro Prima Volta. Ecco, magari la prossima volta sarà un po' più sofferta, ci sarà qualcuno più forte di questa Germania e allora meglio non cantare Esto Partido Lo Vamos A Ganar al minuto 68 oppure Campeones de Europa (sul ritmo di Seven Nation Army, peraltro) al minuto 82. Che io non c'ero durante lo 0-0 (sì, era uno 0-0 e il migliore in campo è stato il vostro portiere) contro l'Italietta di Bob, e chissà se cantavate sino ai rigori.

Guardando oltre l'atto finale, sono stati gli Europei delle orribili mascotte, del fare gruppo in spogliatoio di Antò, del matrimonio di Domenech, dell'occasione persa olandese, della camicia sbottonata di Fatih Terim (n.1 e dite voi dove avete letto la prima volta lo sgubbe circa il suo annusamento con il Napoli di De Lamentiiiiiiiiiiiiis), degli eroismi monumentali di Ibrahimovic, della Grecia del ringiovanitissimo Otto che alla prima partita fa catenaccio pure stando sotto 2-0, dell'arbitro svedese lampadato degno erede di Frisk, degli inglesi a casa, del duello in centoventi secondi Bilic-Terim, della fine del ciclo ceco, della Romania che chissà se se l'è venduta, del ritorno al fumuro di Cristiano Ronaldo (che a questo punto non merita il Pallone d'Oro).

Una citazione anche per l'arbitro Rosetti, che è riuscito ad incamminarsi lungo i sentieri dell'isteria - portando mano nella mano con sé anche la tensione della partita - pure in una partita sostanzialmente calma e senza pregressi come quella di domenica sera.

Per finire, un ringraziamento a Mamma Rai che in questo Europeo ha profuso energie come da tempo non le accadeva. Ebbri dell'esclusiva sul territorio nazionale, i geni di viale Mazzini hanno proposto al pubblico un emozionante tourbillon di facce, programmi, salottini, rubriche, citazioni, controcanti, highlights e piacenti addette al mondo di Internet (mai una volta citati o linkati, maledette arpìe) con una perla e due protagonisti assoluti che si staglieranno nel Blob della memoria collettiva del paese. Indimenticabile il blackout totale durante Germania-Turchia, con il tocco surreale della moviola discussa con la partita ancora in corso (Biscardi who?) e un Frankie Lauro intento a tenere tutta la baracca del servizio pubblico sulle sue spalle abituate più a cogliere il cerone colante dal capo oppure a venire colpite da mefistofeliche palle di carte dei palasport di mezza Italia che non a tale gravoso compito. Molto calato di colpi Galeazzi rispetto alle indimenticate riletture dei giornali portoghesi di quattro fa, forse essendo El Bistecùn nel pieno della preparazione per Pechino, l'award Best Moment for an Inviato va all'intervista pre-Italia-Spagna di Amedeo Goria al re Juan Carlos, un siparietto intitolato Come Togliere Solennità ad un Discorso col primo che s'inventava lì sul momento tortuose grammatiche spagnole da italiano che va a sbronzarsi e sentire la techno a Lloret de Mar e l'altro che tra le righe tentava di rammentare al cialtrone col microfono in mano i suoi natali romani parlando un buon italiano, senz'altro migliore del 50% della redazione di Raisport. A proposito di Raisport, con i due protagonisti di bisbocce si vola altissimo: la querelle longilineo/brevilineo e tante altre mortali scempiaggini di Beppe Dossena e il frullo di baffi costante lungo le molteplici estensioni di palinsesto del Marine Bartolette, uno che ti lascia la sensazione di saperla lunga anche se non dice (e non sa) proprio un cazzaccio di niente e le cui prestazioni agonistiche stanno facendo pensare i vertici di Sky Italia di dedicargli un canale tematico in diretta per 18 ore al giorno senza sosta nè pubblicità. Da tramandare ai posteri anche il commento del duo Nesti-Dossena (eccchisennnò?) ad Olanda-Romania, fortunatamente sottratto dall'oblio di tutti noi che stavamo guardando l'Italia dalla meritoria riproposizione in un Blob di due sabati fa, sotto la dicitura banda degli o-nesti e genialmente piazzando alla fine della querelle su biscotti e biscottini la scena del musical del pasticciere trozkista di Aprile. L'effetto combinato delle grida di un Nesti licantropo vero, in tutta onestà mai sentito sfiorare nemmeno un ventesimo di tale enfasi, e delle retromarcie, incartamenti e gorghi logici in cui andava ad infilarsi il buon Beppe è pari a quello provocato dal primo ascolto di Loveless dei My Bloody Valentine.

Grazie a tutti ragazzi, di cuore. Grazie anche a noi tre.

postato da: redrhum alle ore 03:28 | link | commenti (2)
categorie: euro 2008, antonio puerta
venerdì, 27 giugno 2008

E con questo son tre anni di fila

con italiani scelti al primo giro del draft NBA. di cui 2 nella green room, lounge esclusivo riservato ai 16 migliori prospetti. poi c'è anche la dura legge del parquet. ma freguntubo, son sempre soddisfazioni.

e a proposito di green room, cosa ci fa lì dentro anderson varejao?

e totti? ah, no, scusate, si tratta di Brook Lopez.

ma Kevin love è il nuovo Jeff Ruland o il nuovo Jiri Zidek?

con quella mise lì, siamo sicuri che a OJ Mayo non schiaffino in mano una biro e una calcolatrice e lo sbattano nell'ufficio contabilità di una piccola/media impresa?

Jay Bilas mi è sempre stato sulle balle. uno che esce da Duke non può essere altrimenti. mi stava lì anche quando giocava a Verona, per il resto squadra che ogni anno proponeva idoli di primissima.

Chicago ha già vuotato il sacco, confessando che sceglierà Derrick Rose. che sia chiaro, di Rose c'è solo Jalen.

se Danilo va a New York, prevedibile una rivolta in loco dei fans, più propensi ai tipi alla Michael Beasley, che strapperanno il pannolenci dai seggiolini

per Danilo tifo New Jersey, sull'altra riva del fiume con conseguenti toni meno marcati

Mark Jackson sembra sempre forte anche con le maniglie dell'amore e in giacca e cravatta. se fossi nell'Armani ci farei un pensierino per sostituire, se non affiancare Melvin Booker

lo stacchetto pianistico che riempe gli intervalli della diretta è roba da avventarsi sulla tele con un bulldozer

Jay Bilas, bontà sua, dà Danilo come 12mo "best available player". pensavo peggio, lui in fondo è il capoclaque dei fans di NY

tenete presente che tv e computer sono in due stanze diverse, perciò per poter scrivere queste 4 puttanate mi tocca la spola sudaticcia che mi farà perdere quel centinaio di migliaia di chicche inenarrabili


finalmente è arrivato il maestro di cerimonie David Stern, con l'usuale sottofondo di insulti booeggiati,  maniera molto new yorker di dare il benvenuto alla kermesse annuale.

Rose come Bargnani due anni fa: cerca di darsi un tono anche se sa già che verrà chiamato per primo. a pensarci, più che il Mago, mi viene il Magone. ditemi voi se questo non è un calembour di livello, roba che se la becca Frankeeno, me la fotte in un millesimo di secondo

eccolo qua. Rose numero 1. negli ailaits mostrata  anche una stoppata a uno che sarà forte più o meno come Jacopo Giachetti. ma cercate di smetterla.

intervista alla mamma, solite banalità. per una volta, provate a chiedere: "signora, com'è avere un discendente strettissimo con 10 milioncini in banca? ha già visto colazione da tiffany per tenersi in allenamento?"

numero 2 scontato, Michael Beasley, che ha l'occhio mooolto più a mezz'asta di Belinelli

intervista a John Paxson, che ha scelto Rose, riassumibile così: "più che Gordon, è Hinrich ad aver strarotto il cazzo"

numero 3 OJ Mayo. un vecchio. prima azione degli ailaits: passi sull'arresto. cominciamo bene.

a parte il fatto che Mayo mi sta sui coglioni perché ha rotto la mandibola a Danielino Hackett, intervista a Pat Riley, che ha condotto Miami alla seconda chiamata. con un giro di parole ha sostanzialmente detto che "non sapevamo chi minchia scegliere e alla fine abbiam preso Michael Beasley"

Seattle alla 4 chiama Russell Westbrook, difensore dell'anno della Pac-10 e titolare di un career high della bellezza di 22 punti. Kevin Durant, presente in sala, applaude con trasporto: "bene così, uno che difende anche per me e mi molla una barca di palloni, così posso fare 37 con 16-43 ed entrare nel mito"

scherzi a parte, Kevin Durant è un giocatore favoloso

per l'amico Neeskens, che stasera ha accompagnato mirabilmente come suo solito le minc... pardon, furie rosse alla Grande Finale: ma lo sapevi che il doppiatore del Signor French di 3 nipoti e un maggiordomo è lo stesso della Linea di Cavandoli?

Memphis sceglie Kevin Love alla 5. il ragazzo è appena stato abbracciato da un baffutone una spanna più alto di lui. gradino malandrino o un Gheorghe Muresan con più pelame?

sale la tensione, perché secondo alcuni potrebbe anche essere arrivato il momento di Danilo

ah, ecco, il baffutone è il papà di Kevin, ex-Laker. intervistato da un donnino il cui tratto ricorda vagamente un incrocio tra Madonna e Kylie Minogue

eccolo qua, porca di quella zoccola.

avrete senz'altro apprezzato il genuino entusiasmo con il quale il pubblico niuiorchese ha accolto la notizia del Danilo a NY con la 6. meno male che il paisà Fran Fraschilla ha riassunto bene il momento: "cazzo boooeggiate stronzi. questo qua è forte"

Jeff Van Gundy su Danilo: "I don't know much about this player". ma guarda un po'...

neanche Mark Jackson sembra dimostrare tutta sta presenza...

mentre Jay Bilas ne tesse, a suo modo, molto a suo modo, una quantità sufficiente di lodi. a dimostrare che Danilo "is for real"

detto che la 6 rimane comunque una figata pazzesca, questa spola mi sta distruggendo. e poi, chi se ne frega di chi sceglieranno i Bucks e i Clippers. Danilo è andato, viva Danilo. un abbraccio e un in bocca al lupo a lui. vado in branda, buonanotte
postato da: Ibbargnaenologo alle ore 02:16 | link | commenti (10)
categorie: il bargnaenologo
giovedì, 26 giugno 2008

(semifinals edition) euro 2008: aggiornamenti in tempo irreale

preambolo: rossija peried!

formazioni:

Russia 1-Igor Akinfeev; 22-Aleksandr Anyukov, 2-Vasili Berezutski, 4-Sergei Ignashevich, 18-Yuri Zhirkov; 17-Konstantin Zyryanov, 11-Sergei Semak, 20-Igor Semshov, 9-Ivan Saenko; 10-Andrei Arshavin, 19-Roman Pavlyuchenko

Spain 1-Iker Casillas; 15-Sergio Ramos, 5-Carles Puyol, 4-Carlos Marchena, 11-Joan Capdevila; 19-Marcos Senna; 6-Andres Iniesta, 8-Xavi, 21-David Silva; 7-David Villa, 9-Fernando Torres

min 0.  tah-dah, eccoci qua per la seconda semifinale di euro 2008. spagna in maglia gialla, cioè no, oro. anzi senape. è aragones che parla: dice che a lui l'amarillo porta rogna. civoli etichetta guus "santone". apriamo quindi un contatore di "santone". santone-counter ® (1) .

min 2.  scusate ma stasera è splinder che pianta un po' di grane.

min 5. akinfeev salva su una conclusione di torres dalla corta misura. buon inizio delle furie gialle/anzi oro/anzi senape e rossija poco peried. lo stilista sembra soffrire la fisicità di sergio ramos.

min 8. bagni e io lo conosco bene parte uno. sergej semak. lui li conosce bene tutti. ma tutti tutti tutti.

min 10. mossone di aragones che pianta torres largo a destra a stoppare le sgroppate di zhirkov e testare le sue qualità difensive. tracciante di david villa che akinfeev respinge a mani aperte.

min 13. russi che non riescono a sviluppare le loro trame senza che arrivi uno spagnolo a 200o all'ora a fare pressing. urgono correttivi e/o incentivi di roman.

min 14. incentivi di roman: una nave, un elicottero, una dacia in ciukotka, una foto di raissa gorbaciova da giovane. lo stilista apprezza a punta puyol che lo abbatte. punizione.

min 15. bomba di pavlyuchenko che svelle la ruota del prater.

min 16. tore bagni e io me lo ricordo bene parte uno. stanislav chercesov e i suoi baffoni.

min 17. prima discesa di zhirkov e il cross scentrato. roman dacce più incentivi.

min 20. altri incentivi di roman: la cupola del cremlino, un gulag, 67 barili di nafta, un orso di peluche raffigurante misha la mascotte di mosca 1980, una uaz 4per4.

min 22. la spagna sembra già essersi assopita e i russi cominciano a colonizzare la metà campo iberica.

min 23. tore bagni non si ricorda dove giocava zyrianov.

min 25. il sempre garrulo marchena interviene a sproposito dopo un contrasto saenko-capdevila.

min 26. figura da peracottaro di iniesta che contolla un difficile pallone di xavi (tore: pirlo un cazzo!) e poi lo cicca tristemente. aragones chiede all'uefa il cambio di maglie nell'intervallo.

min 28. fallo di zyrianov su silva che nella caduta perde l'uso degli arti inferiori. la punizione seguente viene calciata sapientemente da villa che tenta di farla rimbalzare davanti ad akinfeev per sfruttare il manto erboso viscido (piove a bestia).

min 30. fantastica conclusione di pavlyuchenco che si gira in un fazzoletto dopo una bella scivolata dell'onnipresente zyrianov. palla che sarebbe uscita ma casillas s'allunga e tocca. de bleeckere non vede.

min 33. david villa s'è fatto la bua e deve forzatamente lasciare il campo sostituito da cesc fabregas.

min 34. ancora pericoloso pavlyuchenko che prima controlla una palla nell'area piccola e viene contrato da marchena in extremis, poi gira di testa un cross di anyukov dalla destra.

min 36. l'uscita di villa (s'è stirato calciando la punizione di prima) fa sì che torres diventi l'unica punta e liberi la fascia destra a un duello sergio ramos-zhirkov che si preannucia sugoso.

min 38. numero da fuoriclasse di torres: sombrero a zhirkov dopo palla difficile uncinata col destro e sinistro ciabattato che akinfeev para.

min 42. torres sta mettendo alla frusta la difesa russa con un movimento sfiancante che farà sì che aragones lo sostituirà con david (fonte) guiza più o meno al 60esimo.

min 44. per me i russi stanno facendo gli gnorri come non mai. ogni volta che hanno la palla paiono gigioneggiare alla ricerca degli spazi giusti, che il centrocampo corazzato spagnolo non concede almeno per ora.

min 45+1. uno scontro tra i futuri compagni di squadra arshavin e puyol chiude un primo tempo abbastanza contratto e avaro di emozioni. l'infortunio di villa è tegola non da poco per i toreri. inoltre, al momento dell'uscita dal campo ha mostrato che oltre alla maglia non gialla e non oro aveva la sottomaglia dello stesso non colore. aragones è impazzito è ha chiesto l'abolizione dell'amarillo dalla tavolozza dei colori.

intervallo: 

il nostro cestofilo ibba ci segnala che yuri zhirkov è talmente duttile e poliedrico da essere stato acquisito dalla joventut di badalona.

negli spogliatoi i giocatori russi sembrano essere stati avvicinati da roman che ha promesso ad ognuno di loro una serie di ulteriori benefit. tra essi sembrano esserci: il coro dell'armata rossa, il corpo imbalsamato di lenin (diliberto suca), il vero orsetto misha, una lada niva assettata a limousine, una foto autografata di cenienko e la prima pagina della pravda in cui si annunciava il raffreddore di andropov.

min 46. riprende la partita e subito zyrianov viene depredato dello scarpino destro da fabregas. nessun cambio da parte degli allenatori.

min 48. ennesima discesa dell'esuberante sergio ramos e cross liberato da anyukov.

min 49. goooooooooooooooooooooooooollllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll xavi 1-0.

min 50. azione di iniesta sulla sinistra che si accentra e calcia in porta. la palla viene intercettata dall'accorrente xavi che la spedisce in fondo al sacco.

min 51. contropiede manovrato di silva e assist per torres che spedisce alto. spagna che sente la partita in pugno e tenta di approfittare del disorientamento russo.

min 54. la spagna ha campo e lo sfrutta con manovre avvolgenti di alta qualità. in effetti chi accusa bob di non aver impostato una gara offensiva domenica sera dovrebbe andare a nascondersi.

min 56. doppio cambio di hiddink. via semshov e saenko, dentro bilyaletdinov e sychev.

min 60. spagna padrona del campo. azioni manovrate su azioni. stanno facendo il gioco caro a hiddink e i russi non ci stanno capendo niente.

min 62. torres non sfrutta il millesimo cross di sergio ramos e colpisce goffamente il pallone spedendolo a lato.

min 63. fallo sporchissimo di marchena su sychev ai limiti dell'area. la punizione non sortisce effetto alcuno.

min 66. i russi dimostrano al solito poco carattere e non riescono a reagire in alcun modo. tutti i contrasti sono vinti dagli spagnoli, tutte le palle vaganti sono iberiche. nelle file dell'orso regna lo sbigottimento.

min 68. ho sbagliato di 8 minuti. fuori torres, che aveva anche chiesto un rigore, dentro guiza. entra anche alonso per il goleador xavi. vediamo se i russi approfittano dei cambi cervellotici di aragones.

min 70. non ne approfittano: prima fabregas poi alonso scaldano i pugni di akinfeev.

min 72. prima iniziativa di guiza, che prima rischia di perdere l'uso delle anche, poi scentra il traversone.

min 73. goooooooooooooooooooooooollllllllllllllllllllllllll david guiza. 2-0

min 74. cervellotici sta ceppa di cazzo. cioccolatino di fabregas per guiza che scatta sul filo del fuorigioco e uccella akinfeev in uscita. poi sorvoliamo sull'esultanza dell'arciere idiota.

min 77. anticipo numero 6765 di charly puyol che dimostra una condizione fisica straripante. russia che attende con trepida attesa il triplice fischio finale.

min 79. lo stilista cicca l'ennesimo pallone e viene dileggiato dal pubblico ispanico. come tutti i grandissimi talenti  puri quando arriva la giornata no sono cazzi acidi.

min 81. gooooooooooooooooooooooooooooollllllllllllllllllllllllllllllllllll. david silva 3-0

min 82. sontuosa azione spagnola in contropiede con rifiniutra regale di fabregas per l'accorente silva (che civoli chiama villa) che chiude il conto con un sinistro facile facile. il principe e la giornalaia copulano in tribuna.

min 84. il computo delle due gare dice spagna 7 russia 1. ammazza che lezione.

min 85. gli incentivi vengono stipati sugli elicotteri di roman.

min 87. sergio ramos non riesce a contenere i propri muscoli e provoca una punizione che arshavin recapita sulla testa di sychev. iker è felino e respinge.

min 89. guiza sfiora la doppietta personale, akinfeev gli nega la seconda rappresentazione dell'arciere tossico.

min 90. avvistato diliberto nei pressi di un elicottero di roman.

min 90+2. triplice fischio finale a vienna. lezione di calcio spagnola e della matrioska meccanica rimangono meri cocci qui e là. eccezzionale lettura della gara di aragones (col senno di poi che gli vai a dì?), supportata da una condizione fisica eccezionale dei suoi e dalla serataccia dello stilista e company. nn mi ricordo quale è stata quella squadra e qual è l'allenatore che ha costretto questi a 120 minuti di tiri da fuori e spaventi difensivi in serie. mi pare non sia versiliano.

pagelle alla spina:


  • Igor Akinfeev 6
  • Aleksandr Anyukov 5,5
  • Yuri Zhirkov 5
  • Vassily Berezutsky 5
  • Sergey Ignashevich 4,5
  • Ivan Saenko 5 (Dmitry Sychev 5,5)
  • Sergei Semak 6
  • Konstantin Zyrianov 6
  • Igor Semshov 5 (Diniyar Bilyaletdinov 5)
  • Andrei Arshavin 4,5
  • Roman Pavlyuchenko 6
  • Iker Casillas 6,5
  • Sergio Ramos 8
  • Joan Capdevila 6
  • Carlos Marchena 5,5
  • Carles Puyol 7,5
  • Andres Iniesta 7
  • Hernandez Xavi 7 (Xabi Alonso 6)
  • Marcos Senna 6,5
  • David Jimenez Silva 7
  • Fernando Torres  7 (Daniel Guiza 7)
  • David Villa 6 (Cesc Fabregas 8,5)

riflessione finale: ma le maglie (non) gialle non portavano rogna?

altra riflessione: ma tore bagni, quante madonna di partite vede all'anno?

ulteriore riflessione: santone-counter ® (2) scorer: frankeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeno




 



postato da: neeskens13 alle ore 20:41 | link | commenti (1)
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Chiedo scusa per l'intromissione

perché era giusto lasciare in evidenza il grande pbp di ieri sera.
ma la faccenda si sta facendo troppo spessa.
i Raptors parrebbero aver preso Jermaine O'Neal.
se la circostanza viene confermata, è il momento di piantarla con le chiacchiere, le congetture, le illazioni, i pissipissibaobao, perché i casi sono solo e necessariamente due:

- o siamo in presenza dei classici americani pieni di soldi che ci giocano a Monopoli (o a Crack, il suo negativo), e allora sarà il caso che qualcuno glieli levi dalle grinfie e li spedisca a fare un concorso per netturbini a forconate nelle chiappe.

- o il Bargnani è incommensurabilmente più cialtrone di quanto non sembri, confermando che le apparentemente trascurabili (e trascurate da noi tifosi accecati dai raggi splendenti del sogno americano) avvisaglie pre trasvolata dell'oceano, erano sintomi di qualcosa di serio (non solo roba tecnica, ma anche, per esempio, le difficoltà con l'inglese dopo un anno con allenatore statunitense e scout NBA in ogni anfratto).

- tertium, naturalmente, niente

- Danilo Gallinari

- Fatih Terim

- la Bundesliga non esiste

- Arshavin è dio e Zhirkov il suo profeta

postato da: Ibbargnaenologo alle ore 15:10 | link | commenti
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mercoledì, 25 giugno 2008

(semifinals edition) euro 2008: aggiornamenti in tempo irreale



preambolo: si potrebbe anche tentare di battere il nuovo primato del mondo di informazioni date al minuto, abbattuto oggi pomeriggio da herr stefano bizzotto a dribbling euro 2008 sotto lo sguardo basito di paola "botulino-addicted" ferrari e il solito ammiccare inquietante di marine bartolette, ma non lo faremo. abbiamo rispetto per chi ne sa più di noi. non ci dilungheremo nella sottolineatura piuttosto stucchevole della "partita dell' integrazione" (ma de che? a kreuzberg oramai ci son turco-tedeschi di terza generazione) o nell'impari duello tra le personalità dei due allenatori, a loro modo entrambi bravi e simpatici, ma talmente diversi tra loro che uno per lenire lo stress da commissario tecnico si serve di un mental coach , mentre l'altro ha dichiarato una volta "ci sono 365 membri del parlamento ma un solo fatih terim". peccato che il simpatico vezzo comune agli imperatori di parlare di sè stessi in terza persona vi abbia tolto la curiosità di scoprire da soli chi fosse l'uno e chi l'altro.

quanto alle probabili formazioni, sono oltremodo note le difficoltà di fatih di trovarne 11 sani. qualche testa esagonale aveva riportato fiero la voce che fosse allertato a mostrare le sue doti di attaccante il terzo portiere tolga zengin , al che fatih tra una boccata di sigaro alla vaniglia e una citazione di einstein ha trovato il tempo di esclamare "a fraciconi, che c'avete pure creduto?".  comunque, alla fine rientra a centrocampo il veroturco maometto aurelio e passa al centro della difesa maometto topal, che per lenire la ferita del redattore gggiovane orfano di antò chiameremo, data la terrificante somiglianza, sergio volpi.

löw si è liberato della perniciosa presenza del povero mario gomez, che in questo momento fatica a centrare la porta della camera da letto e non voglio neanche immaginare in che rapporti è con il water-closet, e lo ha rimpiazzato inserendo un centrocampista in più (simon rolfes) e concedendo le chiavi dell'attacco al duo polacco coadiuvato da bastian schweinsteiger, assolutamente trasformato dopo la reprimenda della zia angela: "in pratica mi ha detto che devo smetterla con le puttanate. e se te lo dice zia angela è meglio che ubbidisci"



appendice al preambolo: giunse notizia che la federazione mezzalunata è stata multata di 27190 euri per aver consentito a 25 persone senza accredito di sostare all'interno dello spogliatoio. 25? vabbene che c'è diversa gente in borghese che non gioca ma qua si tratta di alta classe, roba da far apparire le folle che spesso si vedono all'imbocco dello spogliatoio del granillo e/o del cibali e/o del san vito di cosenza (epica la scena in cui a un gol pesante di giggggggggi marulla entrarono in campo per abbracciarlo anche alcuni rappresentanti della guardia di finanza) un cumulo di viole mammole.

dal collegamento col san iacopo di basilea apprendiamo che il commentatore rai-tv sarà gianni cerqueti (viva attesa per conoscere la voce tennica), che l'arbitro busacca parla come gervasoni (il vicino di casa di rezzonico), che marine ammicca meno quando gli parlano dell'abete magique, che la costola di frings ha detto nein e che gli strali del redattore ggiovane verso marcellone lippi cominciano ad andare a segno: gli hanno sguinzagliato sottocasa quel bel donnino di francesca sanipoli.

formazioni:


Germania:
1-Jens Lehmann; 3-Arne Friedrich, 17-Per Mertesacker, 21-Christoph Metzelder, 16-Philipp Lahm; 7-Bastian Schweinsteiger, 6-Simon Rolfes, 13-Michael Ballack, 15-Thomas Hitzlsperger, 20-Lukas Podolski; 11-Miroslav Klose.
Turchia: 1-Rustu Recber; 20-Sabri Sarioglu, 6-Sergio Volpi, 4-Gokhan Zan, 3-Hakan Balta; 18-Kazim Kazim, 22-Hamit Altintop, 7-Mehmet Aurelio, 19-Ayhan Akman, 16-Ugur Boral; 9-Semih Senturk.


face office:


min 0. il binomio rai-tv è cerqueti/collovati. deluso, ripiego sulla gialappa's.

min 0+0. il sonno della ragione genera iene. prepartita totalmente monopolizzato da reclame con trii medusa e peppi quintali vari come testimonials.

min 0+0+0. dichiarazioni convergenti: fatih "i miei giocatori sono  miei  figli"; emre "terim è come fosse nostro padre". il figlio ha fatto il birbante e il papà lo ha messo in castigo. probabilmente ha fatto come lo zio di richard pryor in "chi più spende più guadagna" e lo ha rinchiuso in uno sgabuzzino con una scatola piena di sigari alla vaniglia.

min 0+0+0+0. rustu che legge un comunicato anti-violenza e anti-razzismo è credibile come ocalan che magnifica l'umanità che regna sovrana nelle carceri turche.

min 3. ancora segnate dalle parole di rustu le due squadre vagabondano per il campo senza una agione apparente.

min 4. indicazioni di terim a colin kazim kazim kazim kazim "siii artiglio della tigre turca, immola il tuo pzzetto per la mezzaluna" .

min 6. tre azioni in serie per i figli di fatih. un paio di cross respinti a malapena, un tiro di colin kazim ad libitum e un'incursione di altintop stoppata da lehmann in extremis.

min 9. turchia padrona del campo. tedeschi che girano palla senza nerbo e pressing turco made in usa (il preparatore atletico è yankee) animato dalle invocazioni di fatih "siate l'alabarda spaziale del goldrake col fez e la mezzaluna sul petto"

min 12. traversa terrificante di colin kazim eccetera che rischia di distruggere la trasversale del san iacopo.

min 14. assedio turco. cross su cross e occasioni su occasioni. dalla panchiha jogi invoca il mental coach. terim risponde con un tonitruante " maometto aurelio, sii pistone del motore a scoppio della grande macchina con la mezzaluna sulla fiancata".

min 17. s'affaccia la germania nell'area turca e costringe sergio volpi all'intervento alla disperata.

min 22. gooooooooooooooooooooooollllllllllllllllllllllllllllllll. ugur boral. 1-0

min 23. azione sulla destra di sabri, cross e deviazione di kazim quadro il cui tiro a voragine si adagia sulla traversa. la palla giunge a ugur che la calcia sporca col sinistro verso la porta. lehmann ha una reazione da quarantenne e la palla supera la linea. immenso cuore turco.

min 26. goooooooooooooooooooooooooolllllllllllllllllllllllll. bastian schweinsteiger. 1-1

min 27. cross teso di podolski da sinistra e il cazziato platinato è spettacoloso nell'anticipare d'esterno sergio volpi e rustu. partita già memorabile dopo poco più di un quarto.

min 30. fatih spiega a kazim alla seconda che chi crede ai miracoli verrà sbranato dal leone di turchia. lehmann rischia due volte di prendere il gol da vero stronzo. continua spinta dei turchi. sergio volpi paga l'inesperienza nel ruolo di centrale difensivo come avrà modo di sottolineare wan nell'intervallo.

min 33. accelerezione di podolski che si trova un' autostrada davanti lasciata da sabri impegnato a raffigurare l'epico ghepardo di turchia, il polacco è però il cativo dei due e ignora klose, il polacco dal cuore d'oro, libero in mezzo all'area e spara a lato.

min 37. bomba su punizione di ugur boral respinta a pugni chiusi da lehmann.

min 39. fatih urla a ayhan "dona il tuo sangue per il popolo turco" . ayhan esegue e si fa spaccare la testa da rolfes.

min 41. incursione di sabri e destraccio che inquieta la germania tutta. turchia immensa.

min 43. frings si prepara ad entrare nonostante sia claudicante. c'è da scommettere che comunque il centrocampo di low non potrà che avere benefici dal suo ingresso. ballack è stato spappolato dal pressing dei bracchi di fatih.

min 45+1. dopo un minuto di recupero l'arbitro busacca fischia la fine del tempo. partita epica. qualcuno ha  usato la parola fortuna associandola alla turchia?

intervallo: ho mangiato bene.

min 46. mi informa il redattore ggggiovane che lui, al pubs, ha previsto il pareggio crucco un nanosecondo dopo la rete di ugur. la fica adè come lo pallò, chi ce la fa sfonna (anonimo civitanovese).

min 48.  frings è entrato al posto di rolfes e subito si fa notare con tackles decisi che spezzano le sempre ficcanti iniziative di altintop.

min 50. intervento dubbio al limite dell'area turca su lahm. tedeschi che fanno facce da defraudati. il fallo c'era ma era fuori area. notevole la reazione di low che si traveste da terim e urla al mondo il suo disappunto.

min 53. la spinta turca sembra essersi affievolita. d'altronde han corso nel primo tempo come se potessero fare 11 cambi quando in realtà non ne hanno neanche uno.

min 54. ammonito kazim kazim kazim kazim kazim kazim per attentato alle costole di frings. segue ciabattata di hitzlsperger che non impensierisce rustu.

min 56. ballack riemerge dall'anonimato calciando una punizione a 1km/h sulla barriera.

min 58. le urla di terim hanno fatto cadere il collegamento dell'eurovisione. il facciotto di franco lauro è on-air.

mentre la partita finisce non tornano le immagini da basilea. via longhi e lauro, chiamate simona rolandi e fatele fare uno strip tease.

min 63. dopo essere sopravvissuti a malapena alle pronunzie di emanuele dotto (kazzimme, kayanne) torna la linea dal san iacopo. la partita sembra essersi intorpidita. fatih ammonisce kazim cube "un vero turco non dorme mai, a meno che il letto non sia fatto di chiodi"  e colin rimpiange quando era richards.

min 68. un essemers mi informa di un ennesimo parallelo di marine che inizia con "franco tu che vieni dalla pallacanestro....." intanto scenata isterica di kazim (kazim)  che tenta di turlupinare un rigore.

min 72. iniziativa dell'inesarubile ugur sulla sinistra e tiro bloccato agevolmente da lehmann. di là hitzlsperger lascia partire una bomba che fa andare di traverso il kebap a diversi milioni di mezzalunati.

min 75. "chi aspetta il tramonto turco non vedrà la luce della mezzaluna su un letto di chiodi" kazim kazim, stravolto dalla fatica,  non riesce a memorizzare bene i dettami di fatih.

min 80. goooooooooooooooooooooooooolllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll. miro klose. 2-1.

min 81.

Viva la RAI
Ci fa crescere sani…viva la RAI
Viva la RAI
Quanti geni lavorano solo per noi…
Viva la RAI
Con il suo impero
Dice la RAI
Soltanto il vero
Viva la RAI
Dimmi da quale parte stai
Viva la RAI
Se sarai buono il tuo Mazinga vedrai
Oppure no…
Dipende dal funzionario RAI
Viva la RAI
Che cosa giusta
E con la RAI
È sempre festa
Viva la RAI
Coi capoccioni e gli operai
In Viale Mazzini
Ci giocano i bambini
Mentre tu, vivi grazie alla RAI/TV
In fondo è la tua mamma
Ti allatta dall'antenna
Mamma RAI, non ti abbandona mai…se no guai!
Viva la RAI
Quante battaglie nei corridoi…
Poveri noi…
Se non si mettessero d'accordo alla RAI
Paghiamo allora questo abbonamento
Per mantenerli in salute e in sentimento…
Perché oramai
Questo cervello
Avrà un padrone lo sai ?
Viva la RAI
Con il suo impero
Dice la RAI
Soltanto il vero
Viva la RAI
Coi capoccioni e gli operai

min 82. momento ipnotico su rai uno. bartolette adotta la telecinesi per comunicarci che franco viene dalla pallacanestro.

min 85. in una partita di sensible soccer semih senturk pareggia.

min 86. 2-2. incredibile. epico. geniale. semih segna la sua terza rete dell'europeo anticipando  di giustezza  un lehmann anchilosato.  per  festeggiare  emre  prende a cazzotti fatih terim. ancora assist di sabri.

min 89. gooooooollllllll. philipp lahm. 3-2.

min 89. lahm inizia e finisce un'azione sulla sinistra dopo un triangolo con hitzlsperger. il piccolo terzino getta nello sconforto chiunque ami il pallone eccetto gary lineker e i suoi aforismi. e la tristezza avvolge anche noi defraudati delle immagini per la terza volta da un satellite marcio. vaffanculo, và.

min 90+3. una punizione di tumer (dicheno) termina alta e busacca emette il triplice fischio finale. il commento è tutto in 2 sms appena giunti sul mio cellulare:

sono più triste adesso che domenica

la vita fa schifo

non ho la forza di aggiungere niente altro.







postato da: neeskens13 alle ore 20:47 | link | commenti (3)
categorie: euro 2008

Lasciamoli gridare

lasciamoli sfogare. è vero che hanno un po' sbroccato, ma come potevano "saper vincere" se non hanno mai vinto un cazzo? come in tutte le cose, per migliorare bisogna allenarsi duramente. e loro stanno iniziando adesso con i primissimi fondamentali, fate conto degli scoiattoli del minibasket. perciò, dopo attenta valutazione, sarei per la concessione dell'ora d'aria e del rutto libero senza ripensamenti.

ma torniamo alle cose serie

- Roman Pavlyuchenko, un uomo, un numero uno. tira fuori dal limite dell'area piccola e ride. si mangia il vantaggio a tu per tu con l'estremo difensore e ride. incastona nel sette da 45 metri e ride. sfonda la rete sbriciolando il muro del suono e ride. boh? mette di buonumore.

- una forte stretta di mano ad un uomo insieme al quale, tutto considerato, non si va MAI a fare brutta figura. Roberto Donadoni. la Nazionale continuerà ad appassionarmi, ma per volerle davvero bene dovremo necessariamente riparlarne.

- altro motivo per tifare Russia domani: il mascellone che non ha fatto una piega dopo la suolata in faccia ricevuta da quel buontempone di Ibrahimovic, intento a battere il record del mondo di colpo di tacco ninja più improbabile della storia del calcio.

- come definire uno che, all'87esimo sullo 0-0, riceve a centro area ad altezza ombelico e stoppa con un bagher che se lo vedono quelli della pallavolo, lo ricoprono di gettoni d'oro con un decennale garantito?

- per il resto, lo stesso Daniel Guiza ha infranto un altro record: quello degli insulti ricevuti dai compagni per tiri pretenziosi.

- oh, sia chiaro, qui si aborre lo sport preferito dalla stampa nostrana di riscrivere i concetti a proprio uso e consumo, perciò nessun attacco diretto a sminuire il valore di Gigi Buffon, che solo per la parata sul tiro di Benzema va considerato come il miglior portiere del mondo con il secondo che gioca terzino. ma i fatti sono i seguenti: nelle ultime due serie di rigori affrontate, 8 volte su 9 è andato dall'altra parte. e quell'unica aveva davanti Daniel Guiza, perciò prodezza vanificata. Iker Casillas, solo l'altro giorno, ha indovinato la direzione del tiro tutte e 4 le volte. ci sarà pure un perché.

- David Villa ha preso la prima ammonizione per sfinimento della storia. dopo il pestone subito nel primo tempo da Ambrosini, ha passato il resto della partita a tuffarsi ogni volta che intravedeva l'erba dell'area di rigore. alla fine si è visto benissimo l'arbitro esasperato apostrofarlo così: "adesso hai veramente rotto il culo". e ha tirato fuori il giallo.

- che poi, c'avranno fior di delanteros fuera de clases, il possesso palla, le iniziative guiz(z)anti, ma al momento il loro eroe nazionale, quello che gli ha aperto finalmente le porte di una semifinale, è il portiere.
à minc... pardon, furie rosse, ma vedete d'annacceve.

- Fatih Terim.

- La Bundesliga non esiste.
postato da: Ibbargnaenologo alle ore 13:39 | link | commenti
categorie: euro 2008
martedì, 24 giugno 2008

Trovate le cinque piccole differenze tra le due immagini.


* * *

A distanza di giorni fa ancora male. Eccetto il 2000 (quella beffa atroce non fa casistica) credo di non essere stato mai così amareggiato per un'eliminazione. Non sarei stato così neanche se avessimo perso ai rigori pure la finale di Berlino, in fondo di quella nazionale non me ne fregava poi tanto. E' che perdere ai penalties contro la Spagna è l'apoteosi dell'atroce, tutte le volte che la Seleciòn giallorossa giunge al pari in fondo al 120' dovrebbero abolire i calci di rigore e dargli persa la partita per manifesta cazzonaggine. E invece no, c'abbiamo pensato noi stavolta.

Tanta gente non c'è rimasta così male. Sono vedove, del genere peggiore: vedove di quello lì là sopra (no, non Metternich). Nell'allegoria sottintesa, di contro Bob Donadoni dovrebbe essere il Bonaparte insignito di gloria e successi dalle campagne lungo il continente. Non regge affatto, pur restando la forte stima e simpatia che nutro nei confronti di Bob. Una stima vera, non di facciata come molti dicono e poi scrivono l'esatto contrario: su tutti, mi ha indignato il fondino di Garlando sulla rosa di lunedì, a calzoni di Totò Di Natale ancora odoranti di merda.

La stima e la simpatia molto possono, tranne che tacere le colpe. Che non sono né in fase di convocazione (4-5 li avrei scelti diversamente, ma sono dettagli) né in quella delle scelte austro-svizzere: l'undici anti-Olanda è stato drammaticamente sbagliato, ma poi Bob ha avuto la forza e l'intuizione di correggere molte cose nel senso giusto e senza operare particolari preferenze “alla carriera” (una costante del suo biennio, cosa molto apprezzabile). In un caso o nell'altro, chi ieri oggi e domani invoca gente come Del Piero o Inzaghi non ha capito la lezione inferta dal non men che leggendario Olanda-Russia di sabato sera: serve gente giovane, che sappia giocare a tuttocampo con particolare predilezione nell'attaccare le fasce fino al fondo, verticalmente oltre che orizzontalmente, la punta deve svariare o forse addirittura non essere tale (Pavlyuchenko è un piccolo Ibra, di certo non un pennellone), duttilità sostenuta all'eccesso. Quello di ADP e di Superpippa è calcio del plestiocene, che ormai non paga più. Persino la Germania fa vedere sprazzi di scambi in velocità, rendiamoci conto. Ed è proprio al piano dell'impostazione tattica che appartiene la pecca più grave palesata da Bob, in controtendenza rispetto a un girone di qualificazione affannoso ma alla fine vinto contro avversari tosti mostrando qualità. Contro gli spagnoli siamo stati più pericolosi ma abbiamo giocato di merda, su. Il quarto di finale è stato preparato tatticamente bene (quanto è mancato Pirlo, anche il Pirlo orbo delle prime due partite) e io dico che l'hanno giocata come dovevano. Ma proprio in tutto Euro2008 l'Italia di Bob ha rappresentato il nulla spinto, proponendo un gioco antiquato che poteva pagare solo avendo a disposizione il Toni dei primi mesi crucchi. Va anche detto che Toni è una macchina da gol, ma meglio se gioca e colpisce la palla di testa dentro l'area piccola. Fuori di essa, è paradossalmente più efficace col pallone tra i piedi ma solo se è in buona forma. Lasciato, invece, solo a chilometri di distanza da una mediana slegata e vierizzatosi quel po' oltrepassata la trentina, ha completamente ciccato prestazioni e cosa peggiore la manovra non ha potuto dispiegarsi. Così, gente di pregio come Antò si è trovata costretta a giocare fuori ruolo e fuori senso (oltre che a scontrarsi contro il terzino destro migliore al mondo, uscendone comunque con le ossa integre), i romanisti spersi in mezzo al campo alla ricerca di una credibile controfigura di Totti (qualcuno ha ancora dei dubbi su quanto sia importante il babbo di Chanel nell'economia del gioco della Roma?), i terzini incapaci di saltare l'uomo e di farsi assistere, il raccapricciante Zambrotta in primis. Alternative a Toni? Sì, Borriello e abbiam detto tutto. Con Inzaghi si sarebbe giocato in tutt'altro modo, e non siamo riusciti a giocare in un modo diverso con questi 23 figurarsi se ci mettiamo a pensare al ventiquattresimo o al venticinquesimo. La mossa perfetta anti-Spagna sarebbe stato un attacco Cassano-Di Natale, con Antò punta centrale tottiana con libertà di svariare come alla Samp e Totò a fare il Bellucci della situazione (e cambiato prima dei rigori con un Del Piero a caso). Ma non avremmo saputo riconvertirci, non abbiamo ali anzi non le abbiamo mai prodotte dal ritiro agonistico di Bob eccetto Foggia e qualche altro sopravvalutato inadeguato a questi livelli, e pure la qualità in mezzo al campo non è eccelsa come quella spagnola. Forse Montolivo è l'unico che si può davvero rimpiangere con qualche motivazione.

Insomma, Bob ha deluso ed è giusto che non venga confermato. Poi, certo, bisognerebbe anche prepararsi al futuro targato Marcello il Vincente. Iniziando a pensare che se nel 2008 abbiamo segnato solo su palla inattiva nel 2006 non è andata tanto diversamente: escludendo il brodino ucraino, io ricordo solo situazioni da sviluppi di un calcio piazzato e contropiedi. Solo che allora c'ha detto bene, e allora tornando a Napoleone meglio un generale fortunato che uno bravo. Oppure si può dire una parola su quanto sia insopportabile 'sto qui, ritiratosi a fare il padre della patria di 'sta ceppa mentre ad altri spettava il compito di gestire il sempre delicato periodo post-trionfo con una squadra alla resa dei conti atletica e sprovvista di ricambi giovani che si facciano valere ai più alti livelli europei (Fabregas doesnt' live here). E ora pronto ad essere osannato, dopo che per due anni ha rifiutato tutto il rifiutabile scartando anche soluzioni di buonissima prospettiva, aspirando o a tornare sul desco azzurro o a ritagliarsi una specie di eravamo-quattro-amici-al-bar dalle parti di Milanello. Il tutto per due rigori marci, quello di De Rossi che non s'è alzato a sufficienza e quello balbettante di Totò (una tiratina d'orecchi all'autentico miglior portiere della storia del calcio, spiazzato quattro volte su cinque a differenza di un Casillas che la lezione se l'è studiata eccome). Patetico il balletto della federazione, patetici Lippi e la stampa che per un pomeriggio nel Tirreno sulla barca si è sempre appecoronata al fenomeno che schierò Montero terzino in una finale di Champions: ergo, pur non meritando la riconferma Bob fa bene a fare l'ultimo giapponese chiuso nella foresta a guerra finita e a negare le tanto attese dimissioni.

Si respira aria di Restaurazione oggi, di Cannavaro capitano in Sudafrica e di Del Piero e del blocco Milan richiamati a furor di popolo con la litania “sono i campioni del mondo ed è giusto che il titolo lo difendano loro”. Non ci sarà più un sampdoriano titolare o un udinese arma tattica, importerà a pochi. Il compito di Lippi è complicato: speriamo che dai club nasca qualcosa, ma in due anni soli non ci si improvvisa campionissimi, tanto più che il nostro calcio faticherà a portare squadre italiane avanti in Champions (Inter esclusa, ma c'è solo Balotelli) ed è scarsa pure la quantità di manodopera esportata ad assaggiare il pane raffermo dei grossi contesti europei. Giusto Giuseppe Rossi, e c'è già da tifare affinchè il Villarreal faccia più strada possibile in coppa. Oppure si può seguire l'esperienza a Liverpool di Dossena chiedendosi se sia un brevilineo o un longilineo, da piazzare in un ruolo in cui siamo scoperti. In questo scenario non splendido, però, non è accettabile incamminarsi lungo la strada vecchia in luogo di quella nuova. Grazie di tutto, teniamoci stretti Buffon, Grosso e magari anche un Pirlo di scorta ma taglio netto agli over 30. La loro partita a questo Europeo l'han giocata e l'hanno persa 3-0. E' una via necessariamente sconfitta, ci vuole coraggio. Chissà perché, a me non pare che Marcellow sia la persona giusta per gestire questo momento. L'inizio, poi, tra le indiscrezioni sulle squallide resurrezioni di Totti e Nesta e il proposito di affiancare Amauri a Toni (per il discorso di cui sopra sull'evoluzione del Gioco, o l'uno o l'altro) è tutto un programma. Io non gli darei mai una panchina normale, non la darei a uno che è invitato al matrimonio di Briatore. Meno che mai gli affiderei il governo di una truppa troppo legata alla sua figura, cosa che può stimolarne l'innato narcisismo e la solita presunzione cieca, inducendo l'ambiente azzurro a chiudersi in un'autoreferenzialità da regime totalitario incapace di rinnovarsi e di esprimere la necessaria umiltà. Sostituite Coverciano con Milanello, la metafisica del quarto mondiale con quello della Champions di Atene e del Mondiale per club di Yokohama, Lippi con Galliani, i salottini post-partita della Rai a Studio Sport e direi che ci siamo. Il gruppo di qualificazione per il Sudafrica è una baggianata totale, tanto che le squadre più ostiche sono una formatasi ex novo un anno fa e un'altra allenata dal dinamico duo Trapattoni-Tardelli. Pure arrivando secondi c'è l'ancora di salvezza di uno spareggio. Facciamo sì che questo anno e mezzo in odore di Africa non serva solo a far superare al capitano il record di presenze di Maldini, sarebbe ridicolo.

firmato Brigata Antò-Balotelli-Rossi titolari in Sudafrica.

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E ora basta coi piagnistei e sotto con le semifinali, perdio.

postato da: redrhum alle ore 22:22 | link | commenti (1)
categorie: autoanalisi azzurra
mercoledì, 18 giugno 2008

Punti

Punto uno: la Bundesliga non esiste

Punto due: Robbo Van Persie è il Sindaco dei Gigioni

Punto tre: è bene ricordare che lo Zozzon Club di Coverciano, non più tardi di un 3 mesetti fa, incontrava gli sterminatori di tori nella loro tana di Elche, dove non perdono dal 1789, mollando lì uno 0-1 dopo aver:

- segnato un gol su azione annullato per fallo di Fabio Cannavaro lontano dalla palla. solo che stavolta Cannavaro non c'è perciò non possono più annullarci il gol per un suo fallo lontano dalla palla.
- messo un paio, forse tre cristiani soli davanti a Casillas
- l'ultimo dei quali, il catastrofico Camoranesi, giusto un centesimo di secondo prima che quel crotalo di David Villa, per l'occasione con la maglietta di Ronnie Koeman, inzaccherasse da 30 metri. la sublimazione del concetto di "gol sbagliato, gol subìto".

punto quattro: in sostanza, domenica è possibile che ce ne sia di vita, per lo Zozzon Club. stavolta c'è un però, perché...

... punto cinque: Luìs Aragonès ha provveduto a sguainare gli idranti dopo il 4-1 esageratissimo contro la Russia. e anche stasera mi pare di leggere qualche dichiarazione moolto prudente. ora: associare la parola umilté ai presuntuosi (con l'aggravante della perdenza, il nocciolo è tutto qui) spagnoli è esercizio azzardato, ma hai visto mai che se mettono quel minimo di cabeza sulle spalle...

e adesso una carrellata di numeri uno:

- Daniele Derossi per il dribbling di tacco al limite dell'area
- Andrea Pirlo perché, presentato dagli esperti come una salma che cammina, nel primo tempo sembrava la Trinità personificata
- Raymond Domenech, perché a fine partita, richiesto di un commento sull'eliminazione, ha risposto annunciando il suo matrimonio
- Marco Borriello, perché è andato da Gattuso a dirgli che l'Olanda vinceva 3-0 con gol di Van Basten in rovesciata
- Luca Toni, perché se è vero che la Bundesliga non esiste, è altrettanto sacrosanto che se gli entra il tacco reverse al volo (uscito di 0,2 cm), gli intitolano il Letzigrund
postato da: Ibbargnaenologo alle ore 01:14 | link | commenti (2)
categorie: euro 2008
domenica, 15 giugno 2008

COSE CHE

COSE CHE AVREMMO VOLUTO SENTIRE

- dopo la sacrosanta celebrazione del numerillo leggendario con il quale Ruud Van Nistelrooy ha ispirato la superiorità numerica che ha portato al gol del 2-0 contro la Francia, non sarebbe stato male chiudere così: "sì, però va anche detto che Robbo Van Persie invece di segnare direttamente ha iniziato un giro di 'tre palle, cento lire', cercando di centrare in pieno Coupo Coupet (nella parte della pila di barattoli), nonostante 8 chilometri di porta libera due metri davanti a lui. e se il portiere, invece di farsi prendere dallo scoramento ci avesse creduto un po' di più, forse sarebbe riuscito addirittura a tenerla fuori, adeguando di riflesso la quotazione di mercato del Robbo a quella di un Mario Gomez a caso".

COSE CHE NON AVREMMO VOLUTO SENTIRE

- Santrine Mazzola ha riassunto così il momento di Luca Toni: "non è più quello del Mondiale". per la precisione, finora sembra esattamente quello del mondiale: la porta non la vede neanche con un cane-lupo addestrato e gli annullano i gol per fuorigioco. a voler essere proprio pignoli, per essere proprio uguale uguale dovrebbe prendere un paio di traverse. Santrine, cerchiamo di non farci sempre riconoscere, per cortesia.

COSE CHE VORREMMO SEMPRE VEDERE

- la sabongia del 4-1 di W.B. Sneijder, allo scadere l'altro giorno. molto simile peraltro al tiro con il quale il suo connazionale Ernie Brandts impallinò Dino Zoff all'inizio del secondo tempo della (di fatto) semifinale di Argentina '78, che gelò l'intero Bel Paese dopo il promettente primo tempo.

COSE CHE NON VORREMMO MAI VEDERE

- Giancarlo Abete che esterna reiteratamente su dolciumi vari da prendere col caffelatte. è vero che le bruciature provocateci dal teatrino inscenato quattro anni fa dai baluardi della civiltà scandinava (e non solo) ogni tanto riaffiorano e si fanno sentire. ma un profilo più basso, con un breve ma intenso cenno su Olanda - Romania per poi concentrarsi sul nostro impegno, tutt'altro che scontato, e qui casca l'asino, sarebbe decisamente preferibile.


stasera tra Terim e Bruckner non so a chi tenere.
postato da: Ibbargnaenologo alle ore 14:19 | link | commenti (3)
categorie: euro 2008
venerdì, 13 giugno 2008

le parole sono importanti (aka scripta manent)

a poche ore dal redde rationem contro i rumeni di satanasso piturça è divertente andare a ripescare qualcuno dei commenti apparsi sulla stampa italiota nelle ultime 24/48/72 ore. l'oggetto del contedere è ovviamente roberto donadoni, detto bob dal più gggiovane degli estensori di questo blogghettuccio di periferia, trovatosi nel bel mezzo di una santabarbara con una decina di cerini accesi tra le dita. e fuochi d'artificio furono.

le stilettate, in taluni casi vere e proprie cattiverie, sono curiosamente giunte non tanto a caldo dopo la sconfitta (titolo di tuttosport <ridateci lippi> a parte) bensì dopo la conferenza stampa del giorno dopo in cui donadoni ha tenuto fede al soprannome  osso che qualcuno gli affibiò ai tempi in cui incantava in campo, non  indietreggiando di un centimetro sotto l'incalzante fuoco di fila del plotone d'esecuzione con le penne cariche a pallettoni, se non giusto alla fine, quando ammette la superiorità olandese tanto da far esclamare a  fabrizio bocca di repubblica che nell'edizione dell'11 giugno scrive  finalmente, che fatica!

ma andiamo dalle parti di roma per sentire come è stata presa l'esclusione di de rossi, perrotta e aquilani. male, sappiatelo. tra i più imbizzarriti c'è l'inviato de il romanista, daniele lo monaco, che etichetta bob come un mariuolo colto sul fatto, oppure uno che replica alle accuse come fanno i bambini. lo monaco, che parte da  presupposti umili il calcio è molto più semplice di quel che si creda, spiega che per spiegare la sconfitta bob/osso si attacca a questioni che chiunque conosce un po' di calcio sa essere irrilevanti, ergo donadoni no e lui si. ma il vero colpo da maestro, the monk, lo libera quando si tratta di chiosare riguardo l'esclusione degli affetti (de rossi eccetera): passi per pirlo, ma confermare gattuso e inserire ambrosini (...) è un obbrobrio tecnico-tattico da ritiro del patentino. uau!

al messaggero, roberto renga decide di rendere fruibile anche ai più piccini la lettura del suo editoriale dell'11 giugno decretando che c'è chi si muove sulle macerie della squadra campione del mondo come alice nel paese delle meraviglie. gli indizi porterebbero a bob. gli indizi sono confermati nel prosieguo del pezzo che tra un rimpianto lippiano e l'altro, plana deciso sul peccato originale del tecnico bergamasco piovuto per caso o per amicizia in nazionale, ha spesso usato i toni sbagliati per giustificare scelte senza senso. indi se avesse messo (luca) toni in porta e schierato buffon centravanti ma lo avesse spiegato coi toni giusti sarebbe stato tutto a posto. non basta, l'affondo continua e l'aspetto peggiore della vicenda è che fatica a rendersi conto di ciò che succede e che, ricordando l'ostinata difesa, solo in chiusura l'ammissione di responsabilità. come se vivesse sulla luna. alla fine il sospetto è che, conteggiato anche il finalmente di bocca, lo abbiano preso per sfinimento. criptica, viste le attuali secche in zona maranello, la chiusura: (....) una ferrari nelle nostre mani va fuori strada. ci sia consentito dissentire. pur fidandoci delle mediocri qualità di guidatore di renga, una ferrari va fuori strada anche in mano a peppiniello massa, per non parlare di marchionne.

fabrizio bocca, invece, sceglie una posizione antitetica a quella di the monk: lui è un profano che non capice di calcio. a lui dobbiamo anche l'esatta quantificazione del tempo che bob ci ha messo per ammettere parzialmente le proprie responsabilità un'ora buona (ribadisco la mia idea dello sfinimento). fab mouth ci regala una meravigliosa immagine quando paragona il bob della conferenza stampa a un condannato che invece di muovere a compassione il plotone d'esecuzione, gli fa le linguacce. però, a ben interpretare le sfumature, fab non ce la racconta troppo giusta sul suo sbandierato essere profano. nel momento in cui punge con (....) nessuno aveva parlato di moduli, è lui che si incarta in quei maledettisimi schemi,  a noi viene il sospetto che fab, con quel maledettissimi, sia uno che per colpa dei 4-3-3 o dei 4-2-3-1 abbia perso qualche notte di sonno. ma può anche essere che sia un vero uomo col cappello di benniana memoria e ce l'abbia con bob perchè 
l’italia non vincerà mai uno scudetto finchè continua a tenere pelè in porta.





 
postato da: neeskens13 alle ore 13:25 | link | commenti (5)
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Dato il numero sempre crescente di lettori del blog, ci è sembrato il caso di introdurre una specie di posta ufficiale del nostro spazio. E' così che inizia oggi la corrispondenza di EP'h, che durante queste settimane di Europei viene affidata al bravo e solerte giornalista Beppe Severgnini. Non bisognoso di noiose presentazioni, nella rubrica spiritosamente ed originalmente chiamata Europeans da buon l